30 Novembre 2012
Nel 2013 l'acquisto di circa 30 nuove apparecchiature da posizionare in punti strategici. Zappaterra: "Manca la cultura del soccorso"

Defibrillatori: il tempo è vita

di Ruggero Veronese | 3 min

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“Nel 2013 doteremo ognuno dei 23 campi da calcio nel comune di un defibrillatore”: a parlare è l’assessore allo sport Luciano Masieri, alla conferenza stampa di presentazione del convegno “Il defibrillatore negli impianti sportivi e nei luoghi pubblici”, in programma domani mattina alle 9 nella Sala dei Comuni del Castello. Il tema della presenza degli strumenti salvavita negli impianti sportivi è tornato a far discutere dopo la tragica morte nei mesi scorsi di Igor Bovolenta e Piermario Morosini, che hanno turbato le coscienze degli addetti ai lavori con una domanda a cui è difficile trovare risposta: i due sportivi avrebbero potuto essere salvati con i giusti strumenti a disposizione? A discuterne sono intervenuti, assieme a Masieri, al sindaco Tiziano Tagliani e alla Presidente della Provincia Marcella Zappaterra, anche i direttori generali dell’Azienda Ospedaliera Gabriele Rinaldi e dell’Azienda USL di Ferrara Paolo Saltari, il direttore responsabile del 118 ‘Ferrara Soccorso’ Adelina Ricciardelli, il referente del progetto”il tempo è vita” Daniele Cariani e il rappresentante dell’azienda Sago Medica Srl Franco Dallavena.

Ma il discorso non si limita solo all’ambiente sportivo, e Cariani ha spiegato che “la fibrillazione ventricolare non è legata ai normali attacchi di cuore, e ogni anno in Italia colpisce 60mila persone. Il normale tasso di sopravvivenza del 10%, ma può arrivare fino al 60% quando è presente un defibrillatore sul posto. Questo strumento è “l’arma” che noi abbiamo contro la morte cardiaca improvvisa, che può colpire anche persone perfettamente sane provocando un caos elettrico che porta a un’aritmia cardiaca fatale. Per questo è vitale intervenire con la terapia elettrica entro cinque minuti dall’attacco”. Uno dei vantaggi del defibrillatore sta nella facilità di utilizzo, che non richiede una formazione medica qualificata: “La legge 120 del 2001 dice che chiunque può utilizzarlo, i corsi di preparazione sono molto snelli e bisogna solo comunicare alla centrale operativa la lista di persone abilitate”.

Sull’importanza dei defibrillatori è intervenuta anche la Ricciardelli, che ha sottolineato le difficoltà incontrate nel favorirne la diffusione: “Dal 2004 Usl e Azienda ospedaliera hanno potuto avviare anche a Ferrara il progetto “il tempo è vita”, fornendo le apparecchiature alle forze dell’ordine. Era anche stato finanziato dalla Regione un percorso per ampliarne la distribuzione, ma questa è un po’ la nota dolente. Credo che questo sia un po’ un problema a livello nazionale, perché c’è la difficoltà a mantenere il personale preparato e disponibile per le emergenze”. Un concetto che trova l’appoggio della Zappaterra, secondo cui “c’è bisogno di aumentare la cultura del soccorso, di cui il defibrillatore è il valore aggiunto, e anche gli enti devono essere in prima linea in questo impegno”.

Nel frattempo l’azienda Sago Medica, che parteciperà al convegno di domani mattina, ha donato all’amministrazione un nuovo modello di defibrillatore, dal valore di circa 1250 euro, che verrà posizionato nell’ufficio informazioni del Castello. L’obiettivo ora è quello di aumentare la diffusione degli apparecchi su tutto il territorio, e nel 2013, oltre che nei 23 campi da calcio, il Comune dovrebbe acquistarne un’altra decina da distribuire in vari punti strategici della città.

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