Cronaca
13 Febbraio 2010
Schermaglie tra le parti sul brogliaccio 'sparito'

Aldro bis, si allungano i tempi

di Marco Zavagli | 3 min

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Si allungano i tempi per il processo Aldrovandi bis. L’udienza davanti al gip di ieri mattina si è concentrata esclusivamente sull’esame di Marco Pirani. L’ufficiale di polizia giudiziaria è imputato di omissione per non aver trasmesso alla procura la copia del registro delle chiamate arrivate alla centrale operativa la mattina del 25 settembre, giorno della morte di Federico Aldrovandi.

Si tratta del famoso brogliaccio della questura, che riporta l’orario di intervento delle volanti cancellato e poi riscritto. Una copia praticamente “tenuta nel cassetto”, secondo l’accusa, perché poteva risultare compromettente per i quattro colleghi che ingaggiarono la colluttazione con il 18enne, poi imputati e condannati per omicidio colposo.

Di certo si sa che il 16 gennaio 2006 Pirani chiese di iniziativa copia di quel foglio, evitando però di farne menzione alla pm di allora, Mariaemanuela Guerra e di inserirlo nel fascicolo del pubblico ministero, “perché me ne sono dimenticato”.

La difesa dell’avvocato Gianluigi Pieraccini sostiene infatti che l’agente “non ha trasmesso l’atto per dimenticanza, per questo si può parlare tutt’al più la non volontarietà dell’atto”.

A questo proposito in aula le parti si sono scontrate su una relazione di servizio dei carabinieri, che riportava gli orari degli interventi della pattuglia dell’arma in via Ippodromo, a margine della quale compaiono annotazioni a matita fatte dallo stesso Pirani.

Una di queste riporta le parole “2 già lì”, in corrispondenza delle ore 5.59. Secondo l’avvocato Alessandra Pisa (che rappresenta in giudizio Stefano, il fratello di Federico, costituitosi parte civile così come i genitori), l’espressione fa riferimento alla volante della polizia Alfa 2, già sul posto prima dei tempi riferiti dagli agenti nella loro ricostruzione della colluttazione con il ragazzo. “È la riprova – ipotizza Pisa – che lo scontro tra Federico e gli agenti era iniziato molto prima, quando i residenti avvertono le prima urla giungere dal parchetto di via Ippodromo”.

Le stesse annotazioni, poi, sono prese dalle parti civili a conferma del fatto che “Pirani non può sostenere di essersi dimenticato di quel brogliaccio, visto che ci stava lavorando tanto assiduamente”.

Niente di tutto ciò per Pieraccini, secondo il quale “l’attenzione di Pirani era tutta concentrata sulla registrazione delle telefonate tra gli agenti intervenuti e la centrale, nella quale si parla della colluttazione: era rimasto particolarmente colpito dalla frase ‘l’abbiamo pestato di brutto mezz’ora’”.

Al termine dell’esame, durato oltre due ore e mezza, Pieraccini ha chiesto si poter sentire l’esame di Marcello Bulgarelli prima della sua requisitoria. La ricostruzione dell’ex capo turno delle volanti è attinente infatti alla ricostruzione resa da Pirani, che afferma di aver parlato con lui il giorno che andò in questura a prendere il brogliaccio, circostanza che Bulgarelli non avrebbe confermato.

I contorni saranno meno sfumati al termine di questa mattina, dopo aver sentito la deposizione di Bulgarelli, imputato di favoreggiamento e falsa testimonianza.

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