Cronaca
11 Luglio 2012
Nel 2006, a elezioni in corso, una decina di agenti finì intossicata

Assolto per i pasti alterati alle urne

di Marco Zavagli | 2 min

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Assolto per non aver commesso il fatto. C’è una responsabilità nei pasti avariati che portarono in ospedale nove poliziotti, ma non è in capo alla persona individuata dalla procura. È stato assolto con formula piena dal giudice Silvia Giorgi Paolo Cozzi, legale rappresentante della ditta Coges di Padova (difeso dall’avvocato Zeno Baldo, del foro patavino).

L’uomo era accusato per i pasti alterati del 25 giugno 2006. In quei giorni i cittadini si recavano ai seggi per il voto del referendum costituzionale. Poliziotti e vigili urbani controllavano il normale svolgersi delle operazioni di voto. Il giorno dopo però, una decina di loro accusò i sintomi di una intossicazione alimentare.

Tutti coloro che consumarono “in trasferta” i pasti della mensa della Polizia di Stato, della caserma Bevilacqua durante il lavoro accusarono il malore. Quindici finirono in ospedale (alcuni ricevettero una prognosi di 15 giorni, in un caso ci furono complicazioni e le cure durarono tre mesi). Da quanto si apprenderà successivamente, la colpa sarebbe da attribuire al cattivo stato di conservazione della carne bianca del pasto, del tacchino.

Questo perché le condizioni igienico-sanitarie della mensa erano carenti e mancavano gli abbattitori di temperatura necessari alla conservazione delle pietanze. Non vennero effettuati “pasti test” e i cibi venivano trasportati in contenitori non appropriati.

Per quei fatti, però, come accertato dal tribunale, il responsabile non era Cozzi, perché – come sostenuto dalla sua difesa – il servizio di trasporto era opzionale, non incluso nel capitolato di gara e venne effettuato utilizzando le auto di servizio della polizia, non idonee.

A processo si erano costituiti parte civile 4 poliziotti, assistiti dagli avvocati Antonio Vinci e Pasquale Longobucco, che valuteranno ora se fare appello.

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