La riserva è stata sciolta. Il collegio del tribunale civile di Ferrara ha accolto la richiesta di sospensione del processo post 31 luglio avanzata dal legale della ditta Cornacchini di Bondeno in virtù del decreto 74 sul terremoto.
La prossima udienza valida per decretare o meno il fallimento della Spal è stata fissata al 12 settembre, alle ore 9.30. La notifica del provvedimento è stata inviata alla società e ai suoi 26 creditori che avevano depositato istanza di iscrizione alla procedura fallimentare.
Si perde così la possibilità di un acquisto del titolo per rimanere in C2 con un nuovo nome. Possibilità questa che vedeva un possibile interessamento di Gianfranco Tomasi.
Ora tutto è nelle mani di Cesare Butelli, che dovrebbe pagare stipendi e contributi dei giocatori e iscrivere la squadra entro il 30 giugno (con penalizzazioni). Ad oggi non risulta compiuto nessuno dei due passaggi. E intanto il tempo a disposizione si fa sempre più ristretto.
Gli ultimi incauti ottimisti guardano verso il gruppo di Oreste Pelliccioni, che avrebbe come uomini di riferimento Roberto Ranzani (già digì della Spal all’epoca della presidenza Pagliuso) e il ferrarese Romeo Callegari. Per loro però l’impresa, ammesso che ci sia un interesse vero al subentro, si fa ardua. In appena due giorni dovrebbero pagare i creditori, prestare le garanzie e pagare l’iscrizione al campionato. Insomma, dovrebbero mettere sul tavolo tre milioni e mezzo di euro in 48 ore.
“Si pone il problema serio di cosa succederà alla nostra squadra di calcio – riflette l’assessore allo Sport del comune di Ferrara Luciano Masieri -. Se Butelli non pagherà entro sabato la Spal verrà cancellata dal calcio che conta”. Rimarrebbe, una volta dichiarato eventualmente il fallimento a settembre, la possibilità di iscrizione in una serie minore, D o Eccellenza, che comunque significherebbe addio al professionismo. “Ci piacerebbe almeno sapere che intenzioni ha il presidente”, sospira l’assessore. Da Lucca, dove abita Butelli non sono arrivate telefonate a Masieri. E questo è già indicativo.
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