di Emanuele Gessi
Con un disavanzo di 18,5 milioni (che segna un miglioramento del 58% rispetto ai 32 milioni di deficit dell’anno scorso), il bilancio consuntivo 2025 delle Aziende Sanitarie ferraresi è stato approvato anche da parte della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss), l’organismo che garantisce il coinvolgimento degli enti locali (cioè dei Comuni della provincia) nel governo della sanità territoriale.
A relazionare sui contenuti di bilancio è stata Nicoletta Natalini, direttrice generale di Ausl e, formalmente, commissaria straordinaria di Aosp. Nel suo intervento, durato oltre un’ora, tanti i temi caldi. Particolare rilevanza per la responsabilità ministeriale nell’erogare in ritardo i finanziamenti del Fondo nazionale per la non autosufficienza. Si parla di 5,9 milioni di euro a cui si aggiungono altri 400 mila euro (relativi al Fondo “Dopo di Noi”) “per cui i costi sostenuti e anticipati dall’Ausl, non hanno ricevuto il corrispettivo e doveroso finanziamento”. Una dinamica che ha gravato sul bilancio consuntivo in questione.
In avvio, infatti, Natalini delinea subito un duplice intento. Da una parte rimarcare la bontà del lavoro svolto, anche al netto dell’incremento di varie voci di costo: “Un risultato raggiunto grazie a maggiori trasferimenti, ma anche ad un miglioramento della gestione delle due aziende”. Dall’altra, precisare che a livello nazionale ci sono delle responsabilità che hanno prodotto “una situazione particolare ed eccezionale”. Il riferimento è per il “mancato finanziamento ministeriale di 6,2 milioni di euro”. Qualcosa di inedito. “Il Piano nazionale triennale della non autosufficienza – spiega Natalini – prevede che ogni anno nel bilancio preventivo venga iscritta la stessa somma del finanziamento dell’anno precedente”. E così si comporta l’Azienda Usl, nella predisposizione del bilancio preventivo 2025, dando modo “di concordare a livello territoriale la prosecuzione o l’attivazione di progetti e quindi delle quote sociosanitarie per i pazienti fragili”. Peccato che, a conclusione del percorso nazionale di approvazione del finanziamento (“che è avvenuto lo scorso 6 marzo”) il Ministero dia “per la prima volta nella storia un diniego, stabilendo che le Aziende non possono iscrivere le risorse nell’esercizio consuntivo 2025”.
“Il presidente della Conferenza delle regioni, Massimo Fedriga – prosegue la direttrice generale – ha trasmesso una nota al Ministero, a nome di tutte le regioni, rappresentando come questa decisione ministeriale creasse criticità a tutte le Aziende e chiedendo un tavolo urgente. Questa nota è del 20 marzo, ma ad oggi non è pervenuta nessuna risposta e non è stato convocato nessun tavolo”.
Una situazione a cui la Regione Emilia-Romagna ha cercato di mettere una pezza. Coprendo gli scostamenti negativi del 2025, anche oltre il consueto, vista l’anomalia generatasi: “Il suo intervento a supporto delle Aziende sanitarie ha permesso l’utilizzo delle risorse residue (non spese) del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza per coprire i costi già sostenuti e per garantire la continuità dei servizi per tutto il 2025”. Non sufficiente tuttavia per supplire del tutto al mancato trasferimento nazionale: “Degli oltre 46 milioni di euro del Fondo in questione, la somma residua al 31/12/2025 era poco più di 3 milioni, per cui permane uno squilibrio nel bilancio di Ausl di 1,285 milioni di euro”.
In generale il bilancio d’esercizio 2025 delle Aziende sanitarie ha raccolto il beneplacito dei sindaci, con 16 voti favorevoli e 44 astensioni che sono valsi l’approvazione del documento.
È il sindaco di Fiscaglia, Fabio Tosi, in qualità di presidente della Ctss, a far luce sul significato di una preponderante astensione: “Rappresenta un segnale importante che la Direzione è chiamata a cogliere con attenzione. Non si tratta di un voto di chiusura, ma di un segnale che vuole mantenere alta l’attenzione della Direzione e della Regione sulla necessità di veicolare investimenti sul nostro territorio. Soprattutto laddove questo significa dare risposte concrete alle aree interne, ai territori più fragili e ai servizi di prossimità”. Richieste di Tosi che vorrebbero incidere sulla programmazione futura delle Aziende. Fra gli obiettivi, quello di non lasciare campo libero alla telemedicina: “Occorre mantenere il giusto equilibrio tra telemedicina, che rappresenta certamente una opportunità importante, servizi di prossimità in presenza e comfort degli utenti. La tecnologia può rappresentare una risorsa utile, ma deve accompagnare, non sostituire, la vicinanza concreta ai cittadini, soprattutto nei territori più fragili”.
A formulare un parere più acuminato è il sindaco di Lagosanto, Cristian Bertarelli (anche lui fra gli astenuti): “Per Lagosanto e per il Delta il quadro è netto: un’azienda che erode liquidità per pagare le fatture non ha margini per investire sull’Ospedale del Delta, sulla medicina di prossimità, sui servizi territoriali”. E per motivare il proprio voto prosegue così: “Non voglio bocciare un lavoro fatto con serietà dalla nuova Direzione, ma non posso validare un modello che regge solo grazie a interventi regionali costanti e che lascia il territorio in attesa. Il modello “scostamento programmato più ripiano regionale” si ripete identico da almeno cinque anni: questa non è discontinuità, è prosecuzione. I conti li firma la Regione, le ricadute le subiscono i cittadini”.
Un intervento non immune da rilievi critici, per dare voce al territorio “con spirito costruttivo”, si registra anche da parte dell’assessora di Vigarano Mainarda, Francesca Lambertini.
Tornando all’esposizione del bilancio consuntivo, la direttrice generale ha poi proseguito nella sua relazione, dando evidenza ai punti di forza del documento, che porrebbero le basi per proseguire verso un 2026 in pareggio di bilancio.
Natalini rivendica sostanziali progressi delle Aziende, in termini di investimenti su personale, servizi e progettualità nel territorio. Sul fronte della specialistica ambulatoriale, visite ed esami diagnostici superano 1.025.000 prestazioni, che diventano quasi 6,3 milioni aggiungendo le analisi di laboratorio. Un dato su cui Natalini tiene a soffermarsi, per rimarcare come la pervasività del privato accreditato presente sul territorio sia limitata, “pur rappresentando un contributo importante alla erogazione di servizi al cittadino”. Lato capitale umano, sono 364 le nuove assunzioni (di cui 73 medici) effettuate nel 2025: “Consideriamo il personale – commenta – il principale valore delle Aziende sanitarie. Per questo, ogni volta che si aprono degli spazi, andiamo anche oltre a quanto preventivato e procediamo con le assunzioni”.
Aumentano gli accessi ai 5 Cau, giunti a 55mila, “a riprova – viene dichiarato – dell’esistenza di un bisogno sanitario al quale queste strutture danno una risposta importante”. Anche nei pronto soccorso provinciali si registra un incremento, con oltre duemila accessi in più rispetto all’anno scorso (superata quota 157 mila).
Entrando nel dettaglio dei conti, l’Azienda Usl di Ferrara registra nel 2025 un finanziamento complessivo pari a 741,7 milioni di euro, di cui 622 milioni derivanti da quota capitaria del Fondo Sanitario Nazionale. A questi si aggiungono 28,2 milioni di altri ricavi e 13,8 milioni di mobilità attiva.
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria presenta invece un finanziamento (nazionale e regionale) pari a 123,3 milioni di euro, a cui vanno sommati 25,9 milioni di altri ricavi, 31,1 milioni di mobilità attiva, a cui si aggiunge la committenza di Ausl verso Aou pari a oltre 203 milioni.
Le principali voci di spesa sostenute nel 2025 hanno riguardato:
– gli stipendi del personale dipendente pari a 170,1 milioni di euro per l’Ausl e 156 milioni per l’Aou oltre a 52,4 milioni per il personale convenzionato (Mmg, Pls, specialisti ambulatoriali);
– farmaci ospedalieri con una spesa pari a 60,9 milioni di euro per Ausl e 66,1 milioni per Aou. 47,3 milioni di euro spesi da Ausl per la farmaceutica convenzionata;
– dispositivi medici con una spesa pari a 15,3 milioni per Ausl e 32,8 milioni per Aou;
– protesica, integrativa e ossigenoterapia con una spesa pari a 13,8 milioni di euro per Ausl;
– acquisto di prestazioni dalle strutture convenzionate con una spesa pari a 27 milioni di euro;
– gestione dell’emergenza aviaria con una spesa pari a 2,9 milioni;
– servizi non sanitari (manutenzioni, energia, ecc.) con una spesa complessiva provinciale pari a 145.8 milioni di euro, di cui 12,2 milioni per Ausl e 10,5 milioni per Aou di tasse e imposte.