Politica
8 Maggio 2026
Via libera al documento della Lega su strumenti regolamentari e garanzie economiche per le manifestazioni politiche in città

Askatasuna divide il Consiglio. “Gli organizzatori paghino i danni”: scontro in aula

di Elena Coatti | 4 min

Leggi anche

“Chi organizza le manifestazioni deve rispondere dei danni”. È questo il cuore dell’ordine del giorno – poi approvato – sull’introduzione di strumenti regolamentari e garanzie economiche per le manifestazioni politiche presentato dalla Lega in Consiglio comunale a Ferrara. Un documento che prende spunto dagli scontri del 31 gennaio a Torino durante il corteo per Askatasuna e che ha immediatamente acceso uno scontro politico durissimo tra maggioranza e opposizioni.

A infiammare la seduta è stato l’intervento del consigliere leghista Stefano Perelli, ex appartenente alle forze dell’ordine, che usa parole pesantissime per descrivere quanto accaduto a Torino. Perelli parla di “guerriglia urbana” e definisce gli autori degli scontri “terroristi”. Il consigliere ribadisce poi che “non c’è nulla di manifestante” in chi utilizza “martelli, bombe carta e molotov” contro la polizia.

“Questi sono terroristi e come tali devono essere trattati”, scandisce in aula Perelli. E ancora: “Non si può accettare che chi usa sistematicamente la violenza come metodo di protesta rimanga impunito”. Il consigliere della Lega richiama più volte il video diventato virale dell’aggressione a un agente di polizia rimasto isolato durante gli scontri. “Non c’è scappato il morto solo per miracolo”, afferma, sostenendo che il poliziotto sarebbe stato colpito “con martellate ben assestate”.

Il corteo del 31 gennaio a Torino, convocato in difesa di Askatasuna dopo lo sgombero del centro sociale di corso Regina Margherita, aveva però visto la partecipazione anche dei residenti del quartiere Vanchiglia, famiglie e persone legate alle attività sociali e culturali organizzate negli anni dal centro sociale, da tempo punto di aggregazione e di riferimento per i cittadini torinesi.

Da Torino il discorso si sposta poi su Ferrara. L’ordine del giorno della Lega chiede infatti di introdurre “strumenti regolamentari” e forme di garanzia economica per le manifestazioni politiche, sostenendo che eventuali devastazioni “non debbano gravare sulla collettività”, ma essere integralmente risarcite da chi organizza o promuove i cortei.

Una linea sostenuta anche dalla consigliera Maria Grazia Cristofori, secondo cui “la violenza, il vandalismo e l’intimidazione non possono essere considerate forme di dissenso pubblico”. “Rompere le vetrine di un negoziante non è il modo corretto di manifestare”, afferma.

Le opposizioni però respingono con forza l’impostazione dell’ordine del giorno approvato dalla maggioranza, facendo notare come a Ferrara, negli ultimi anni, non si siano registrati episodi di violenza o devastazioni durante le manifestazioni cittadine.

Tra gli interventi, quello della consigliera pentastellata Marzia Marchi, che accusa la maggioranza di voler trasformare il tema sicurezza in uno strumento per comprimere il dissenso. Marchi contesta innanzitutto il fatto stesso che il Consiglio comunale di Ferrara discuta di Askatasuna: “Questo era un tema da Consiglio comunale di Torino”, osserva, sostenendo che il riferimento agli scontri piemontesi servirebbe soprattutto a costruire una “narrazione con i buoni da una parte, le forze dell’ordine, e i cattivi dall’altra, cioè i manifestanti dei centri sociali”. Ma, ribadisce, “non esistono buoni e cattivi”: “Come ci sono le mele marce nelle forze dell’ordine, perché non dovrebbero esserci anche tra i manifestanti?”.

Marchi critica duramente l’idea di introdurre responsabilità economiche per gli organizzatori. “La responsabilità è individuale”, afferma con forza in aula. E porta un esempio personale: “Io ho organizzato tantissime manifestazioni. Se qualcuno si infiltra in piazza e commette violenze, perché dovrei pagare io?”. Secondo la consigliera, l’ordine del giorno della Lega rappresenterebbe di fatto “una forma di intimidazione” verso chi organizza proteste e iniziative pubbliche.

La consigliera arriva anche a evocare il rischio di una deriva politica più ampia. Accusa infatti la maggioranza di voler progressivamente “limitare il dissenso” attraverso regolamenti, protocolli e restrizioni sulle manifestazioni. E ricorda alcuni episodi avvenuti negli ultimi mesi a Ferrara, dai contrasti sulle manifestazioni pro Palestina fino alle polemiche sulle esposizioni di simboli (come la kefiah indossata da Marchi) e bandiere.

Sulla stessa linea anche il consigliere dem Matteo Proto che parla di rischio di “barriera censoria”: “Il diritto di riunione non può essere subordinato a filtri economici”. Anche Anna Zonari (La Comune) condanna senza esitazioni le violenze contro la polizia ma invita a evitare generalizzazioni: “Non tutti i manifestanti sono violenti e non tutte le forze dell’ordine perpetrano abusi”.

Il risultato è un’aula profondamente divisa. Alla fine, però, la maggioranza compatta approva l’ordine del giorno della Lega.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com