Non si faranno interrogare davanti ai giudici della Corte d’Assise Sergio Benazzo e Gianina Pistroescu, i due imputati per la morte e la distruzione del cadavere di Paula Burci. Rilasceranno semplicemente dichiarazioni spontanee, impedendo così di fatto alla pm Barbara Cavallo di porre loro le domande cardine del processo. Sul perché, come e quando – e forse con l’aiuto di chi – la ragazza di 19 anni avviata alla prostituzione venne barbaramente uccisa all’inizio del 2008.
Ieri l’udienza è stata dedicata ai consulenti della difesa Benazzo, con i medici legali Luca Massaro e Massimo Roccati che hanno contestato a livello metodologico il lavoro svolto dalla procura di Ferrara: le conclusioni del dottor Stefano Malaguti sarebbero parzialmente viziate dal fatto che si è tenuto conto in sede di autopsia delle temperature indicate dalle stazioni meteo di Ferrara, dati “convenzionali” differenti da quelli della zona golenale di Zocca di Ro dove venne trovato il corpo bruciato di Paula. A diverse temperature corrisponderebbe un diverso sviluppo delle larve prese in esame da Malaguti nello stabilire la data della morte.
Alla “resa dei conti” però, il risultato cambia di poco, dal momento che anche i consulenti della difesa individuano un periodo sì più ristretto del mese e mezzo (tra febbraio e metà marzo) ipotizzato dalla procura. Tempi in ogni caso compatibili con le indagini.
Un altro consulente, questa volta della difesa Pistroescu, ha depositato la propria traduzione dell’intercettazione ambientale effettuata in Romania tra l’imputata e una compagna di cella. Oltre alla traduzione del perito del tribunale, la Pistroescu contesta anche il verbale – già depositato dal pm – reso alle autorità balcaniche. Per la procura la donna (si tratta del terzo interrogatorio reso in fase di indagini preliminari) afferma che Benazzo aveva dei debiti con chi gestiva la locanda Valmolin, in provincia di Rovigo, dove, secondo un altro teste, Renzo Altieri, Paula si prostituiva. Per la difesa invece i debiti sarebbero “crediti”.
Particolare non indifferente, dal momento che – seguendo i ragionamenti emersi duranti gli esami svolti dal pm – si potrebbe ipotizzare che la giovane fosse stata “venduta” proprio per appianare una situazione debitoria.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com