Cronaca
8 Giugno 2012
Per il capoluogo tempi ‘impossibili’ per ottenere sospensione Imu

Terremoto, nuovo decreto e nuovi problemi

di Marco Zavagli | 2 min

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(foto di Matilde Morselli)

Nuovo decreto e nuovi problemi. Dopo l’ordinanza numero 2 che chiedeva la certificazione di “agibilità sismica” (che secondo l’ordine degli ingegneri e a parere dei collaudatori nemmeno esiste) per poter riprendere l’attività produttiva, ora arriva il decreto contenente le misure urgenti per la ricostruzione nei territori terremotati in Emilia.

Il provvedimento, pubblicato ieri mattina – 7 giugno 2012 – in Gazzetta Ufficiale, stabilisce i criteri per la sospensione fino al 30 settembre dei termini per l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti colpiti dal sisma del 20 maggio 2012 (pare che i relatori si siano scordati quello del 29 maggio, che ‘riappare’ magicamente all’articolo 4).

Anche qui però, a una lettura veloce, alcuni problemi rimangono e altri se ne aggiungono. L’articolo 3 prevede che per le città di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo la sospensione è subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari l’inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda, verificata dall’autorità comunale. L’autorità comunale poi trasmetterà copia dell’atto di verificazione all’Agenzia dell’Entrate territorialmente competente nei successivi 20 giorni. Tutto questo mentre per gli altri comuni non capoluogo è sufficiente il solo fatto della residenza per ottenere il beneficio della sospensione.

In sostanza una volta ottenuta (cosa non scontata vista la richiesta di “agibilità sismica”) la dichiarazione di inagibilità, la pratica passa alla commissione Aedes che deve controfirmarla. Il passaggio successivo prevede poi 20 giorni per la trasmissione all’agenzia delle entrate.

Difficile che tutti questi adempimenti possano compiersi entro il 18 giugno, data fissata per il pagamento della prima rata. Probabilmente il governo concederà una proroga di una ventina di giorni. Probabilmente troppo pochi.

Procedono intanto i tentativi di ritorno alla normalità nel resto della provincia. A Cento si sta svuotando la Pandurera per concedere gli spazi agli uffici comunali. Gli sfollati vengono diretti verso la tensostruttura allestita a Casumaro. Sempre a Cento si sta allargando, grazie a una dotazione di altre venti tende, il campo di accoglienza di Santa Liberata per poter così chiudere il Palazzetto dello sport.

Continua anche l’accoglienza delle strutture ricettive nei comuni non toccati dal sisma. Ad oggi sono circa 200 le persone ospitare negli alberghi.

In alcuni comuni (Poggio Renatico, Mirabello e Vigarano), infine, sono terminate le verifiche speditive e i sopralluoghi Aedes. Mancano da concludere le pratiche di Ferrara, Cento, Bondeno e Sant’Agostino.

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