Si è concluso con otto condanne, due in rito abbreviato e sei patteggiamenti, il processo partito dall’operazione “Nembo Kid” della squadra mobile, che nell’estate del 2001 portò in carcere otto persone e stroncò un traffico di cocaina a Ferrara.
In manette finirono Gianfranco Marchi, Raffaele Maini, Donatus Nwobodo, Osadolor Seedorf Osarobo, Andrew Ehizebata, Isioma Egigbon e, successivamente, il 24enne nigeriano Moses Ajerior detto “Nembo Kid”, da cui prese il nome l’inchiesta.
Le indagini della squadra mobile erano partite nel maggio del 2010, dopo diverse segnalazioni di cittadini che lamentavano uno strano via vai nelle ore serali e nei fine settimana in un’abitazione di Via Verga, al civico 114. Qui abitava Marchi, detto il “frate”, ferrarese di 53 anni, all’epoca già in carcere dopo il blitz della Finanza che scoprì festini a base di cocaina nel suo appartamento. Se lui era il ‘frate’, diversi erano gli ‘adepti’.
Dopo i primi sospetti era partita una fase di appostamenti e osservazione, che portò a registrare un numero notevole di episodi di spaccio di cocaina. Secondo gli inquirenti i punti di riferimento del giro sarebbero stati Marchi e Maini, ferrarese di 40 anni. A loro i numerosi tossicodipendenti si sarebbero rivolti per l’acquisto della droga e spesso Marchi avrebbe messo a disposizione la propria abitazione per il consumo.
Secondo la procura (ieri in aula il pm Ciro Alberto Savino) i due – per smerciare piccole partite di cocaina e non dare così nell’occhio – avevano contattato una serie di fornitori nigeriani, che venivano contattati non appena giungeva l’ordine del cliente.
Cliente che andava dal tossicodipendente al professionista, al gestore di bar all’imprenditore (dai 18 ai 50 anni), per un giro di affari che la squadra mobile calcolò in un centinaio di consumatori per più di mille episodi di spaccio. Spacciando circa dieci grammi al giorno (secondo i calcoli della polizia) per un costo che oscilla dai 50 agli 80 euro, si può parlare di un introito di circa 15mila euro al mese.
Ieri, davanti al gip Silvia Marini, sei imputati hanno patteggiato pene da un anno e tre mesi fino ai 3 anni e 8 mesi inflitti a Moses Ajerior (Nembo Kid). Gianfranco Marchi e Raffaele Maini (difesi rispettivamente dagli avvocati Giovanni Montalto e Alessandro Misiari) hanno optato per il rito abbreviato, al termine del quale sono stati condannati a 1 anno e 1 anno e 8 mesi.
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