Parlano gli imputati eccellenti al processo per il crac Messidoro, filone della vicenda Coopcostruttori che vede imputati per distrazione di beni e mancata tenuta dei libri contabili Giovanni Donigaglia, Renzo Ricci Maccarini (in qualità di presunti amministratori di fatto), il presidente del cda Giorgio Dal Pozzo e i consiglieri Piergiorgio Baita (in carica per pochi mesi), Antonio Negretto (nel cda dal 1999 al 2005) e Roberto Andreotti (dall’aprile 2002 al gennaio 2005).
L’accusa è di bancarotta per la società di servizi Messidoro del gruppo Costruttori, che gestiva la ‘Casa del Pellegrino’ (l’odierno ospedale San Giorgio). La Messidoro nacque sotto l’egida della Coopcostruttori in occasione del Giubileo del 2000. La società utilizzò i fondi stanziati dall’Inail per la costruzione di strutture ricettive dei pellegrini diretti a Roma. Una volta costruita la struttura (Casa accoglienza Giubileo 2000), la Coop ne sarebbe diventata di fatto il gestore con una società di servizi ad hoc.
Al centro delle domande della pm Ombretta Volta è stato la controversa compravendita di mobili e attrezzature della Casa del Pellegrino da parte di Coopcostruttori . Si tratta della “famosa”, perché già spiegata dagli inquirenti, fattura datata 5 aprile 2002, dalla quale risulta l’acquisto per la cifra di circa 130mila euro. Successivamente, il 27 dello stesso mese, l’azienda argentana registra un importo all’incirca dello stesso valore come credito della cooperativa nei confronti della società di servizi. Credito che non viene riscosso, bensì “liquidato” in compensazione.
Un modo, secondo la procura, per acquisire beni immobili da parte di Coopcostruttori da far valere successivamente come garanzia verso le banche. Le difese hanno fatto però notare che il credito rimaneva nel bilancio consuntivo dell’anno di interesse.
Il rapporto di “dominanza” non sarebbe esistito, dal momento che “la cooperativa era socia della Messidoro e la sovvenzionava continuamente – è la versione di Donigaglia consegnata ai giudici Marini, Rizzieri e Giorni – ; Coopcostruttori costruisce la Casa del pellegrino in proprio, per poi cederla allinail, che a sua volta la affitta alla coop”. Nel contratto di locazione “era previsto – prosegue Donigaglia – che la gestione dell’attività svolta all’interno della struttura venisse data a una società di scopo”, la Messidoro appunto. Gli interventi di “ingerenza”, sarebbero da imputare secondo l’ex presidente Coopcostruttori al fatto di essere titolare del contratto di locazione, “e quindi interessato alla solidità di Messidoro”..
Di quella realtà aziendale non se ne sarebbe occupato per nulla Renzo Ricci Baccarini, che sostiene come “la Messidoro non ha avuto alcun danno da quella vendita. La Coopcostruttori ha costantemente finanziato Messidoro, quella era una attività in perdita, che andava chiusa il prima possibile”.
La lista testi prosegue con Giorgio Dal Pozzo, l’amministratore, che però scegli di non parlare.
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