Cronaca
25 Maggio 2012
Alla prossima udienza parlerà il fratello che accusò Simone Lodi

Consigliere a processo per corruzione, parlano gli inquirenti

di Marco Zavagli | 2 min

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È entrato nel vivo il processo a carico di Simone Lodi, imputato di corruzione per aver favorito nel 2008 – questa la tesi dell’accusa, sostenuta dalla pm Patrizia Castaldini – il via libera in commissione edilizia di una pratica, una richiesta di edificabilità di un terreno agricolo nelle periferia sud di Ferrara, che passò poi il vaglio del consiglio (votazione alla quale Lodi non era presente). Secondo l’accusa il consigliere avrebbe agito dietro la promessa di una tangente di 4mila euro.

La mazzetta sarebbe stata pagata al consigliere comunale del gruppo misto a Ferrara da Alessandro Rizzo, intestatario dell’immobile “agevolato”, che ha già patteggiato in udienza preliminare la pena di 4 mesi. Lodi – così come Rizzo – è accusato da suo fratello Nicola, che parlò della presunta corruzione ai carabinieri di Ferrara. Il pregresso dell’odierno processo aveva visto il consigliere oggetto di una richiesta di arresto da parte del pm Patrizia Castaldini nel febbraio 2010. La misura venne poi negata dal gip e successivamente dal tribunale del Riesame.

Ieri hanno parlato il tenente Aloisi e il maresciallo Federici che svolsero le indagini in seguito alla denuncia del fratello. I primi passi – hanno spiegato i militari – videro la polizia giudiziaria mettere sotto controllo il cellulare di Lodi, acquisire documenti e controllare i movimenti dei conti correnti.

L’avvocato Francesco Andriulli, che difende l’imputato assieme ad Aldo Andriulli, ha chiesto il motivo per cui, nel momento della consegna della “mazzetta”, i carabinieri non intervennero per smascherare in flagranza il reato. Lodi, che conosceva l’auto “in borghese” dei carabinieri, avrebbe potuto accorgersi di essere pedinato, è stata la risposta.

Il giudice Luca Marini, con a latere Giorgi e Attinà, ha rinviato le parti al 4 ottobre, quando verrà chiamato a testimoniare il fratello di Lodi, suo accusatore.

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