
Tavolazzi durante la campagna elettorale di Pizzarotti
“Valentino Tavolazzi è stato da noi contattato in piena autonomia durante le selezioni tra altri candidati per il ruolo tecnico e non politico di direttore generale in quanto persona di provata capacità e assoluta fiducia”. È la risposta-chiarimento che arriva dal Movimento 5 Stelle di Parma dopo l’ultima querelle Grillo-Tavolazzi (vai all’articolo http://www.estense.com/?p=221896).
A smentire la sparata telematica del blogger genovese sono i suoi stessi seguaci, che in una nota spiegano la scelta che ha in mente di fare il neoeletto sindaco Federico Pizzarotti nominando il manager ferrarese direttore generale del comune emiliano. “Il Comune di Parma – spiega la nota – ha bisogno di poter contare su persone che abbiano già dato prova di grande professionalità in ambito amministrativo”. Detto questo, i Cinque stelle parmensi fanno capire che non vogliono essere radio mandati: “riconosciamo a Beppe Grillo il grande merito di non aver mai interferito nella selezione dei candidati e nelle scelte politiche. Siamo certi quindi che avremo il suo pieno sostegno nell’autonomia di una decisione di carattere strettamente tecnico”.
Nel frattempo, sulla sua bacheca facebook, il “consigliere della discordia” si chiede per quale motivo sia finito – a quanto pare immotivatamente – per una seconda volta tra gli strali di Beppe Grillo: “non mi sono auto-candidato ad alcun incarico a Parma. Federico Pizzarotti mi ha chiesto se sono disponibile a fare il direttore generale. Gli ho risposto di sì. Vengono diffuse menzogne su di me, solo per giustificare la scelta sbagliata fatta su Ferrara, Tavolazzi e Cento”.
Secondo Tavolazzi il “colpevole” non andrebbe cercato a Genova, bensì a Milano: “Casaleggio ha bruciato la frittata e non sa come uscirne. I danni per il MoVimento sono incalcolabili. Abbiamo atteso le elezioni, tenendo un profilo basso, per non danneggiare chi, come noi, è in trincea tutti i giorni. Abbiamo lavorato sodo per contribuire al successo del M5S e di queste elezioni”.
Guardare a Milano piuttosto che in Liguria potrebbe in effetti realistico, visto quanto rileva Il Fatto Quotidiano.it. “I problemi nascono ieri” scrive Emiliano Liuzzi, “quando Federico Pizzarotti chiama non Grillo, ma Casaleggio. E gli comunica di aver scelto il direttore generale per il Comune di Parma: si chiama Valentino Tavolazzi. Casaleggio solo a sentirlo nominare sobbalza sulla sedia. La telefonata è gelida, a dir poco. Ma Pizzarotti è deciso, Casaleggio altrettanto deciso a dire no”. La spunta Pizzarotti: “se non siamo come gli altri partiti – riporta “Il Fatto” -, sono io che scelgo. E Tavolazzi è l’uomo che ha le competenze. Io ho bisogno di un direttore generale che sia bravo, certo. E Tavolazzi lo è. Ma devo anche fidarmi e di lui mi fido”.
Casaleggio non la prenderà bene e il resto – salvo smentite del diretto interessato – è storia nota.
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