Grave infortunio sul lavoro a Tresignana, operaio colpito dalla caduta di un pannello
Grave infortunio sul lavoro in un cantiere nel Comune di Tresignana, in via Molino. A rimanere ferito, intorno alle 9.38 del 7 settembre un operaio di 48 anni
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La sicurezza idraulica di Ferrara passa attraverso 16 interventi, per un investimento complessivo superiore ai dieci milioni di euro, finanziati nell'ambito delle risorse ottenute dopo l'alluvione del 2023
La dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Alda Costa di Ferrara, Antonietta Allegretta, ricorda la maestra Milva Boarini, stimata docente di scuola primaria improvvisamente scomparsa
Otto operai, intorno alle 9 di mattina del 7 settembre, sono rimasti intossicati per aver inalato sostanze tossiche in un'azienda che si trova sulla strada provinciale 2 a Copparo
Dieci giorni di incontri politici, presentazioni di libri, musica e iniziative per tutte le generazioni. Torna dall’11 al 20 settembre, al Baluardo di Santa Maria della Fortezza, la Festa dell’Unità di Ferrara, che quest’anno sceglie come slogan "Bello Esserci"
Lido di Spina. La pubblica accusa ha chiesto la condanna a sei mesi per Sergio Vitali per aver violato i vincoli paesaggistici previsti dalla Legge Galasso per il progetto di urbanizzazione della pineta del Lido di Spina, tra le vie Giotto e Cimabue e per aver abbattuto, nel corso di quei lavori, 17 pini secolari.
Vitali, titolare del permesso di costruire, è imputato assieme ad altre tre persone: il dirigente dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Comacchio Manlio Carli, il direttore dei lavori Leonardo Mari e il presidente dell’azienda esecutrice dei lavori (la Par.Co) Roberto Pennini.
La difesa di Vitali ha scelto il rito abbreviato. Nel corso dell’udienza di ieri l’avvocato Filippo Sgubbi ha spiegato che il suo assistito avrebbe posto in essere atti per i quali credeva di essere autorizzato, su un’area sulla quale – in base alla carte ricevute – riteneva non più sussistente il vincolo paesaggistico. Quanto alla piante, ne vennero abbattute 17 delle 40 per i quali l’imputato era stato autorizzato a procedere.
In sostanza Vitali agì nella convinzione di seguire le prescrizioni di legge. Verrebbe quindi a mancare l’elemento del dolo secondo la difesa, che suggerisce che se ci sono responsabilità, questa vanno ricercate altrove.
Il gip Silvia Marini emetterà la sentenza il 2 maggio, quando deciderà anche per il non luogo a procedere o per il rinvio a giudizio degli altri imputati.
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