La Comune di Ferrara propone di riattivare il progetto “Controllo di Vicinato”, nato a Ferrara il 10 febbraio del 2017, con la firma di un protocollo di intesa tra la prefettura, le Forze di Polizia e l’Amministrazione comunale.
L’adesione, nel febbraio del 2019, era arrivata a 16 tra frazioni e quartieri del Comune di Ferrara, un numero più che raddoppiato rispetto alle 6 aree individuate all’avvio dell’iniziativa. Erano 55 i gruppi di controllo di vicinato costituiti e 387 i nuclei abitativi coinvolti. Inoltre, secondo quanto riportato dal comunicato della Prefettura di allora, erano 39 le telecamere attivate oltre a un’apposita segnaletica stradale.
“Come emerso dalla risposta dell’Assessora competente all’interrogazione consiliare da me presentata – sottolinea nel documento Anna Zonari -, il protocollo risulta scaduto e il progetto non è più attivo dal 2019, tanto che il relativo sito è stato oscurato”. Nella stessa interrogazione la consigliera de La Comune aveva evidenziato “come il Controllo di Vicinato non debba essere inteso come uno strumento di ‘sorveglianza impropria’, ma come un percorso di partecipazione civica, costruzione di relazioni di fiducia e rafforzamento della coesione sociale”.
Diversi gli argomenti utilizzati da Zonari per sottolineare l’importanza di tale ripristino. Tra questi la “percezione di insicurezza urbana” che oggi “rappresenta una delle principali preoccupazioni di molti cittadini, sia nei quartieri cittadini sia nelle frazioni”. Inoltre nota come nell’ultimo Consiglio comunale (7 maggio) “diverse forze politiche, sia di minoranza sia di maggioranza, hanno riconosciuto l’importanza del progetto ‘Controllo di Vicinato’ quale strumento utile di prevenzione e collaborazione tra cittadini e istituzioni”.
“Il contrasto al degrado e ai fenomeni di microcriminalità – ricorda – richiede certamente il lavoro delle Forze dell’Ordine, ma anche strumenti di prevenzione sociale e di ricostruzione del tessuto comunitario”, inoltre “esperienze di Controllo di Vicinato attivate in numerosi Comuni italiani hanno dimostrato che, se ben regolamentate e accompagnate da adeguati percorsi formativi e di facilitazione, possono contribuire a: migliorare la collaborazione tra cittadini e istituzioni; rafforzare la coesione sociale; aumentare la tempestività delle segnalazioni; ridurre situazioni di isolamento e vulnerabilità; migliorare la percezione di sicurezza nei territori”.
Per la consigliera “un progetto di questo tipo può funzionare soltanto se fondato su regole chiare, coordinamento istituzionale, rispetto della privacy e dei diritti delle persone, evitando derive di controllo improprio o sostituzione ai compiti delle Forze dell’Ordine”.
Non a caso nella precedente interrogazione firmata dalla consigliera veniva inoltre sottolineata “l’importanza della facilitazione e dell’accompagnamento dei gruppi di vicinato, per evitare che tali strumenti restino meri contenitori formali o degenerino in dinamiche conflittuali o allarmistiche”.
Per Anna Zonari il ripristino del progetto potrebbe “rappresentare uno strumento utile di partecipazione civica e prevenzione sociale, soprattutto se aggiornato alle esigenze attuali del territorio”. Ritiene inoltre “opportuno riattivare il confronto con la Prefettura e con le Forze dell’Ordine per definire modalità operative condivise e trasparenti”.
Il progetto dovrebbe quindi essere “costruito in un’ottica inclusiva e comunitaria, valorizzando la collaborazione tra residenti, associazioni, servizi territoriali e istituzioni”.
Oltre alla proposta di riavviare il progetto attraverso il confronto con la Prefettura la consigliera invita la Giunta a predisporre un nuovo protocollo operativo che definisca: “obiettivi; modalità di coordinamento; procedure di segnalazione; percorsi formativi per i cittadini coinvolti; garanzie sul rispetto della privacy e dei diritti delle persone”.
Non vorrebbe che il progetto venisse promosso “come strumento di mera sorveglianza, ma come percorso di partecipazione civica, solidarietà di quartiere e prevenzione sociale”. Chiede quindi di “prevedere momenti pubblici di informazione e coinvolgimento dei cittadini nei quartieri e nelle frazioni interessate” e di “valutare l’introduzione di strumenti di facilitazione e accompagnamento dei gruppi di vicinato, anche attraverso il coinvolgimento di professionalità esperte nei processi partecipativi e di mediazione comunitaria”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com