di Emanuele Gessi
“Rendere protagoniste le persone che vivono i problemi del Paese tutti i giorni sulla propria pelle, affinché le soluzioni per il cambiamento provengano direttamente da loro”. Con questo spirito il Movimento 5 Stelle ferrarese lancia “Nova – Parola all’Italia”, l’iniziativa nazionale promossa dal partito guidato da Giuseppe Conte che il 17 maggio farà tappa anche a Ferrara, negli spazi di Ferrara Expo.
L’obiettivo dichiarato è coinvolgere cittadine e cittadini – e non per forza militanti del M5S – nella costruzione del futuro programma di governo della coalizione progressista. Le elezioni politiche del 2027, dunque, appaiono già nel mirino. Nova si svolgerà contemporaneamente in oltre cento piazze e luoghi del Paese, con una domanda posta ai partecipanti: cosa dovrebbe fare un governo progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle persone?
Il progetto è stato presentato nella mattinata di giovedì 8 maggio a Palazzo Municipale dal coordinatore provinciale del M5S Paride Guidetti, dalla consigliera comunale Marzia Marchi e dall’attivista Pietro Straforini.
“Vogliamo – afferma Guidetti – che siano i cittadini a stabilire priorità, temi e progettualità”. Sottolineando la volontà di costruire una giornata di confronto “dal basso, senza palchi e senza colori politici. Per rimettere al centro ascolto, partecipazione e costruzione collettiva”.
Per la tappa ferrarese, in programma dalle 9:30 alle 17:30, sarà presente Ana Uzqueda, mediatrice e avvocata chiamata a facilitare e condurre il confronto assembleare, come figura autonoma rispetto al partito. Per raccogliere adesioni eterogenee si è partiti “dal mondo dell’attivismo sociale”, dichiara Marchi, spiegando che la richiesta alle associazioni territoriali di diffondere il verbo avviene in virtù dalla loro capacità di essere radicate all’interno della comunità – e non per coinvolgerle in un percorso politico. Un modo per far arrivare il messaggio a quante più persone possibili, insomma.
E – notare bene – la metà dei partecipanti dovranno essere estranei al Movimento (ovvero non iscritti). Il M5S rivendica infatti una posizione defilata durante lo svolgimento dell’evento. “Il partito organizza, ma poi lascia spazio alle persone, senza esporre o imporre il proprio simbolo”, è la linea espressa dai relatori. Non facile, tuttavia, appare scindere un momento politico dalla connotazione che inevitabilmente imprime il partito che lo organizza. È lo stesso Guidetti a dichiarare che “chi vuole capire dove sta andando il Movimento 5 Stelle da qui deve passare”. L’intento dichiarato, comunque, è quello di ampliare il confronto e favorire la contaminazione di idee e sensibilità.
Al centro dell’evento ci sarà il metodo organizzativo dell’Open Space Technology (Ost), modello partecipativo ideato negli anni Ottanta dall’americano Harrison Owen. “I cittadini sono i protagonisti. E attraverso il confronto arrivano insieme alla definizione di alcuni punti programmatici”, illustra Straforini, che ha preso parte nelle scorse settimane alla sperimentazione romana del progetto.
Saranno gli stessi partecipanti a definire i settori di discussione, con delle proposte libere che verranno valutate dal resto dell’assemblea a inizio giornata. Una sorta di “mercato dei temi”, per capire quanto interesse i vari spunti sono capaci di raccogliere, procedendo a redistribuire le persone nei tavoli di lavoro a loro più affini. Sociale, sanità, cultura, sport, volontariato, impresa e artigianato. Questi alcuni degli ambiti che potrebbero emergere dal confronto. Al termine dell’iniziativa verrà redatto un report complessivo con la sintesi delle conclusioni elaborate dai gruppi e consegnato ai partecipanti.
L’adesione è a numero chiuso (100 posti disponibili), pertanto l’iscrizione a Nova è obbligatoria e si effettua sul sito dedicato.
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