Comacchio
27 Marzo 2012
Il 2 maggio la sentenza e la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio

Pinete, Vitali sceglie il rito abbreviato

di Marco Zavagli | 2 min

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Lido di Spina. Si deciderà il 2 maggio la sorte processuale dei quattro indagati per il progetto di urbanizzazione della pineta del Lido di Spina, tra le vie Giotto e Cimabue. Ieri, nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup, l’imprenditore Sergio Vitali ha chiesto di celebrare il rito abbreviato, che verrà discusso l’11 aprile. La relativa sentenza arriverà il 2 maggio, quando il giudice deciderà anche per il non luogo a procedere o per il rinvio a giudizio degli altri indagati.

La difesa di Vitali ha sostenuto che il costruttore, di fronte a tutte le autorizzazioni ricevute, non poteva immaginare di compiere qualche illecito. Una spiegazione alla quale mostra di non credere l’avvocato David Zanforlini, che assiste Legambiente, costituita parte civile: “io se fossi un privato – commenta a margine dell’udienza di ieri -, indipendentemente dalle autorizzazioni ricevute, avrei lo scrupolo di pensare che non posso abbattere un bosco vecchio di cento anni per sostituirvi un intervento finalizzato ad attività economica”.

Il progetto “incriminato” prevedeva la costruzione di una residenza alberghiera composta da 89 appartamenti, con tanto di piscina e servizi annessi, da realizzarsi attraverso l’abbattimento di 40 pini e 5 querce. I lavori vennero iniziati con l’abbattimento di 17 alberi. Poi tutto si fermò con l’intervento dell’autorità giudiziaria. Secondo le indagini sarebbe avvenuta una violazione della Legge Galasso sui vincoli paesaggistici, per aver eseguito (o consentito l’esecuzione) i lavori su beni paesaggistici senza la prescritta autorizzazione. E questo in base a un permesso illegittimo, dal momento che l’area era sottoposta a tutela dal Piano territoriale di coordinamento provinciale. Con tale condotta, secondo la procura, i quattro imputati avrebbero alterato le bellezze naturali del luogo.

La pm Ombretta Volta ha chiesto il rinvio a giudizio, oltre che per Vitali, legale rappresentante della Villaggio dei Pittori srl e titolare del permesso di costruire, anche per Manlio Carli, all’epoca dirigente del settore Urbanistica del Comune di Comacchio, preposto al rilascio dl permesso di costruire, per il direttore dei lavori Leonardo Mari e per il presidente dell’azienda esecutrice dei lavori (la Par.Co) Roberto Pennini.

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