Ha chiesto di essere interrogato per dichiarare la propria innocenza. Per dire ancora una volta che quel provvedimento che ha firmato era legittimo. Manlio Carli, ex dirigente del settore Urbanistica del Comune di Comacchio, ha parlato ieri mattina davanti al gup Silvia Marini e al pm Ombretta Volta, che ne chiede il rinvio a giudizio assieme ad altre tre persone.
Si tratta del progetto di urbanizzazione della pineta del Lido di Spina, tra le vie Giotto e Cimabue. Secondo la procura i quattro sarebbero responsabili della violazione della Legge Galasso sui vincoli paesaggistici, per aver eseguito (o consentito l’esecuzione) i lavori su beni paesaggistici senza la prescritta autorizzazione. E questo in base a un permesso illegittimo, dal momento che l’area era sottoposta a tutela dal Piano territoriale di coordinamento provinciale.
Insieme a Carli, preposto al rilascio del permesso di costruire, sono indagati Sergio Vitali, legale rappresentante della Villaggio dei Pittori srl e titolare del permesso di costruire; il direttore dei lavori Leonardo Mari e il presidente dell’azienda esecutrice dei lavori (la Par.Co) Roberto Pennini (vai all’articolo).
Durante la sua deposizione Carli ha sostenuto con forza la sua innocenza, ribadendo di aver agito nella piena consapevolezza di aver applicato correttamente la normativa in materia edilizia e paesaggistica. A supporto di questo “ha fatto presente – spiega l’avvocato difensore Pietro Solinas -come, una volta che venne posto il problema della ‘incolumità’ delle pinete, lui stesso si sia attivato per dipanare ogni dubbio attorno alla validità del permesso di costruire che aveva rilasciato. E questo lo ha fatto chiedendo pareri legali e amministrativi alla Provincia, all’assessore competente, agli uffici legali, alla stessa amministrazione comunale di Comacchio. Tutti sono stati concordi nel ritenere legittimo quel provvedimento”.
Anche per quanto il diritto di edificare “non si possono muovere obiezioni all’operato del dirigente – prosegue Solinas -, perché quel diritto risulta dal piano territoriale paesaggistico regionale, dal piano provinciale e dal piano regolatore comunale. Una conferma indiretta della sua validità, infine, deriva dal fatto che né Regione o Ministero da una parte, né il Tar dall’altra hanno mai provveduto al suo annullamento”.
L’udienza preliminare, che sempre ieri ha visto la costituzione di parte civile del circolo del Delta di Legambiente, assistito dall’avvocato David Zanforlini, proseguirà a fine marzo.
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