Cronaca
2 Febbraio 2010
Il magistrato chiarirà il contenuto della telefonata ricevuta da via Ippodromo

Aldro bis, la pm Guerra citata come teste

di Marco Zavagli | 3 min

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Il pm Nicola Proto

La pm Mariaemanuela Guerra verrà citata come testimone nel processo Aldrovandi bis. È la novità emersa ieri mattina dalla brevissima tranche di udienza preliminare tenuta davanti al gup Monica Bighetti.

Esaurite le questioni preliminari, il giudice, ritenendo di non poter decidere allo stato degli atti (le indagini preliminari compiute dal pm) sulla richiesta di rito abbreviato avanzata dall’avvocato Eugenio Gallerani, ha stralciato la posizione del suo assistito, Paolo Marino.

Come integrazione probatoria il gup ha disposto che venga sentita come testimone la pm Mariaemanuela Guerra, il magistrato che curò i primi mesi di indagine dell’inchiesta sulla morte di Federico Aldrovandi (nel febbraio 2006, dopo che lasciò per “motivi personali”, le subentrò Nicola Proto).

All’ispettore Marino – in via Ippodromo nelle ore immediatamente successive alla morte di Federico – è contestata l’omissione di atti d’ufficio aver omesso di informare dettagliatamente il pm di turno – appunto Mariaemanuela Guerra – di quanto accaduto.

In particolare Marino avrebbe taciuto – secondo l’accusa – la violenta colluttazione tra Federico e gli agenti, “limitandosi a informare il pm che il decesso sarebbe stato riconducibile a overdose e che il caso non presentava particolari difficoltà, inducendo in tal modo il pm a non recarsi sul posto e assumere direttamente la direzione delle indagini”.

Durante il processo principale, quello che ha visto chiudersi il primo grado con la condanna di quattro agenti per l’omicidio colposo del ragazzo, Marino, chiamato in aula come testimone, riferì di aver illustrato alla Guerra che “l’intervento delle volanti, ma lei mi risponde che non era il caso di giungere sul luogo e di farla contattare successivamente dal medico legale”.

Nella lettera al procuratore capo, depositata agli atti del processo principale (nel quale la pm non poteva essere chiamata come teste per incompatibilità), la Guerra sosteneva invece che rivolse più volte la domanda se fosse necessario un suo intervento sul posto, ritenendo “importante”  acquisire una sua prima valutazione “fondata sulle circostanze oggettive da lui immediatamente percepite sul posto”.

La pm – un caso statisticamente molto curioso quello di un magistrato chiamato come teste – verrà ascoltata martedì 16 febbraio. Una decisione, quella del gup, che soddisfa la difesa. “Questo chiarimento era necessario – sostiene l’avvocato Gallerani -, anche se avremmo preferito fosse stato fatto ancor prima di formulare il capo di imputazione. Anche perché le cose sostenute dall’ispettore sono le stesse scritte nella relazione della pm. Un motivo in più per convincersi che nessun addebito può essere sollevato nei confronti di Marino”.

Nel frattempo, il 12 e 13 febbraio, dovrebbero essersi già definite con la condanna o il proscioglimento, le posizione degli altri due poliziotti che hanno scelto il rito abbreviato, Marcello Bulgarelli (difeso dall’avvocato Dario Bolognesi) e Marco Pirani (Gianluigi Pieraccini). Per loro le accuse sono rispettivamente di falsa testimonianza e omissione di atti d’ufficio.

Per Luca Casoni, che ha optato invece per il dibattimento e che deve rispondere di falsa testimonianza, omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento (è assistito dall’avvocato Alberto Bova), invece, il gup deciderà sempre il 13 per il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere.

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