Da giardino a parcheggio, il Comune diffida la ditta
Da giardino verde all'interno di un complesso residenziale che si affaccia su via Fiume, corso Isonzo, via Cassoli e corso Piave, ha rischiato di diventare un parcheggio
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Cristina Coletti dribbla le accuse di insicurezza e degrado e lancia una rete di collaborazione con i cittadini. Si chiama "Comunità Attiva" il nuovo progetto del Comune di Ferrara dedicato alla sicurezza partecipata e alla vivibilità del territorio
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Il fondatore replica allo stop di Palazzo municipale e chiarisce il contenzioso da 5mila euro
Si decideranno per rito abbreviato tre delle quattro posizioni dei poliziotti indagati nell’ambito dell’inchiesta Aldrovandi bis, la cui udienza preliminare si è tenuta ieri nel tribunale di Ferrara.
Per Luca Casoni, addetto all’ufficio denuncie quel 25 settembre 2005, accusato di falsa testimonianza, omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento, l’avvocato Alberto Bova ha scelto il dibattimento. Mentre le posizioni dell’ispettore Paolo Marino, all’epoca dirigente dell’ufficio volanti (accusato di omissione di atti d’ufficio), l’allora capoturno della centrale operativa della questura Marcello Bulgarelli (sempre per falsa testimonianza, omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento) e l’ufficiale di pg Marco Pirani (omissione di atti d’ufficio) hanno optato per il rito abbreviato.
La formula premiale (prevede lo sconto di pena in caso di condanna), scelta rispettivamente dagli avvocati Dario Bolognesi, Eugenio Galllerani e Gianluigi Pieraccini, eviterà il dibattimento e le sue lungaggini e consentirà di chiudere il processo in tempi brevissimi.
La parte più corposa dell’udienza di ieri è stata dedicata all’ammissione della richiesta di costituzione di parti civili avanzata dai genitori e dal fratello di Federico Aldrovandi. Il gup si è ritirato per deliberare per oltre due ore e al termine ha accolto l’istanza avanzata dagli avvocati Fabio Anselmo e Riccardo Venturi.
Accolta anche l’altra istanza dell’accusa privata, che aveva chiesto di produrre il video che la polizia scientifica eseguì in via Ippodromo nelle ore immediatamente successive alla morte del ragazzo, il 25 settembre 2005. Sulla costituzione di parte civile c’erano state schermaglie legali tra le parti. La difesa, in particolare, contestava il danno diretto che la famiglia poteva vantare nella circostanza. Il giudice ha ritenuto che i famigliari potrebbero essere stati danneggiati indirettamente, nel caso le ipotesi di reato venissero confermate, dall’azione dei quattro indagati che avrebbe avuto l’effetto di allungare le indagini dell’inchiesta principale, con conseguente danno economico per le spese tecniche (consulenze) e legali sostenute.
Accoglimento anche per la produzione del registro delle volanti richiesta dagli avvocati Bolognesi e Pieraccini.
Nel tardo pomeriggio il giudice ha aggiornato l’udienza preliminare al 1 febbraio, quando si terrà una seconda parte di udienza filtro, utile per dipanare le ultime questioni preliminari. Il 12 e 13 febbraio ci saranno già le discussioni e la sentenza dei riti abbreviati, mentre il 13 il gup deciderà per il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere di Casoni.
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