Cronaca
6 Maggio 2011
Processo ricco di colpi di scena: dal sequestro alla confessione d’amore

Condannato a 3 anni per violenza sessuale

di Marco Zavagli | 2 min

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Condannato a 3 anni e 3mila euro di multa per violenza sessuale e sequestro di persona. Si conclude così, con una sentenza di gran lunga più mite rispetto alla pena chiesta dal pm, che voleva 7 anni, la bizzarra storia processuale  – che ha alle spalle anche una denuncia per stalking, poi ritirata – di una coppia di quarantenni di Ferrara. Lui meccanico e lei infermiera. Alla fine del 2008 lei si rivolge alle autorità per presunte molestie subite dal partner. Ne segue un provvedimento della magistratura, che gli impedisce di avvicinarsi alla vittima.

Lei poi ritira la querela e il provvedimento decade. Si arriva al marzo 2009. Escono insieme per andare al ristorante, ma lui a un certo punto, secondo quanto raccontato dall’infermiera ieri in aula, l’avrebbe rinchiusa in macchina e qui si sarebbe consumata la violenza sessuale.

Poi l’avrebbe portata a casa sua contro la sua volontà. La 40enne voleva ritornare perché l’aspettava la figlia di lei, allora minorenne. Ma solo la mattina successiva è stata lasciata “libera”.

Questa l’ultima versione della donna, costituitasi parte civile attraverso l’avvocato Sara Bertelli, che ha spinto il pm alla contestazione suppletiva del sequestro di persona.

Ma non è stato l’unico colpo di scena. Nel corso dell’ultima udienza, infatti, l’imputato – difeso dall’avvocato David Zanforlini -aveva spiegato che loro hanno una relazione sentimentale, che stanno insieme e si amano.

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