Politica
30 Aprile 2011
Calvano propone un patto per il lavoro e chiede tempi rapidi per Cona

Il Pd in cerca della coesione

di Marco Zavagli | 4 min

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Portomaggiore. Cerca la coesione che non c’è Paolo Calvano. Nel suo discorso di apertura dei lavori della due giorni di assemblea programmatica del Pd, il segretario provinciale richiama alla coesione, “a una comune linea di pensiero, un comune progetto da sostenere e portare avanti”.

Ma Calvano sa che la coesione oggi non sembra più di moda. Non c’è tra i sindacati in vista del 1 Maggio come non c’è in tema di gestione dei rifiuti. Non c’è tra i diversi territori della provincia come non c’è tra i cittadini sull’ospedale di Cona.

In questa tensione all’unità le imminenti elezioni amministrative meritano giusto un passaggio veloce, per ricordare che “lo spirito civico, che da sempre ha accompagnato il nostro modo di governare, deve essere affiancato dalla capacità di distinguersi nei valori e nelle politiche da un centrodestra che sul territorio, appare sempre più diviso: a Cento prima e a Comacchio poi, ha dimostrato di non aver la capacità di assicurare stabilità, dimostrando spesso una vera e propria incapacità di governare”.

Archiviato il capitolo urne, tocca a lavoro e occupazione, che in una situazione di crisi, devono “tornare ad essere il tema centrale con il quale la politica si dovrà confrontare. Ciò che vale per l’Italia, vale anche per Ferrara e sono i dati purtroppo a dircelo: la ripresa purtroppo è ancora lenta e lontana dai livelli pre-crisi, con il rischio di un ulteriore calo dell’occupazione alla luce anche della vicenda Cmr”.

Le soluzioni individuate dal Pd partono dal rafforzamento infrastrutturale: Cispadana, trasformazione autostradale della Ferrara-Mare, completamento della S.S.16 ed E-55,; tangenziale est e tangenziale ovest e idrovia.

Accanto alle “grandi opere” devono poi crescere le politiche di insediamento e di marketing territoriale che non puntino solo sul “basso costo dei terreni”. Fatta arrivare la voce a Sipro, Calvano volge lo sguardo a Ferrara, dove note positive arrivano dai recenti investimenti di Terna o dall’insediamento  del Bricoman, “esempio di come questo territorio sia in grado di essere un’opportunità”.

Le altre leve per il rilancio si chiamano sburocratizzazione, autostrada telematica e innovazione istituzionale, con “l’esperienza dell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi che deve fare da apripista anche per gli altri comuni del territorio”.

E mentre in sala si notano apprezzamenti dalle parti di Copparo, la relazione prosegue con le associazioni di categoria, che parleranno dopo il segretario: “possono rappresentare il soggetto che più di altri è in grado di supportare la creazione di reti di impresa”.

Il capitolo economia si chiude con il sistema creditizio locale, che “deve appoggiare e sostenere innanzitutto gli sforzi di crescita e di investimento delle nostre aziende” e con le parti sociali, “alle quali si chiede – nonostante “le ulteriori difficoltà attorno al Primo Maggio” -, oggi più di ieri, di attivare relazioni industriali improntate sulla concertazione e sul dialogo”.

Parole che Calvano riassume in un nuovo Patto per il lavoro, “che non si limiti ad essere la somma dei singoli interessi”, ma che guardi a diversi settori, quali green economy (con l’opportunità di “conciliare la produzione agricola con quella energetica, dal fotovoltaico alle piccole centrali a biomasse e biogas”.

Nel patto ci sta anche il turismo, da rilanciare attraverso risorse pubbliche e private puntando “sull’idea della città di cultura, e nel resto della provincia, valorizzando le tipicità dei prodotti locali e riqualificando i piccoli borghi, offrendo nuove opportunità anche al commercio e all’artigianato locale”.

La relazione entra nel vivo con i passaggi più delicati. A partire dai servizi pubblici locali, che in tema di rifiuti vedono a Ferrara un contesto in cui operano quattro diversi soggetti (Hera, Area, Cmv e Soelia): “è fondamentale che le aziende possano godere di un grado adeguato di sostenibilità economica”. Per arrivare a Cona.

Calvano cerca di decifrare il voto degli oltre 14mila del referendum di Progetto per Ferrara con “i timori e le paure dei cittadini [che] vanno innanzitutto ascoltati. Ascoltare queste paure però non deve tradursi nell’alimentarle, ne da parte di chi governa, ne da parte di chi è all’opposizione”.

La soluzione che intravede il Pd è nota: “aprire Cona e aprirlo in fretta, molto in fretta”. e insieme ad esso “venga ridisegnato l’intero impianto della rete ospedaliera, che a partire dall’unico ospedale in città, quello di Cona, abbia negli ospedali di Argenta, di Valle Oppio e di Cento i nuclei ospedalieri di primo livello, con la riconversione dei presidi di Bondeno, Copparo e Comacchio in presidi ad alto contenuto socio-sanitario con la contemporanea istituzione di Case della Salute”.

Un contesto nel quale l’attuale Sant’Anna diventerà la “Cittadella della Salute”, “un luogo – afferma Calvano riprendendo le parole dette da Tagliani alla vigilia del referendum – presidiato 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana”.

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