Renazzo. Prima udienza per uno dei due processi che vede contrapposti due cittadini. Uno con la divisa e uno senza. I due si sono denunciati a vicenda a causa di un episodio che risale a metà gennaio 2010.
Sono le 4 di mattina quando– secondo la versione del ragazzo, Edoardo Tura, 22 anni – il giovane viene arrestato da una pattuglia dell’Arma.
Il ragazzo, a quell’ora, si trovava in macchina con alcuni amici e l’auto viene fermata dai carabinieri nei pressi di un forno a Renazzo. Al conducente viene fatto l’alcoltest, che risulta negativo. Edoardo scende e si avvia a prendere la propria auto per andare a casa, poco distante. Arrivato a destinazione parcheggia l’auto nel cortile e, mentre sta per rientrare in casa, si vede uno dei due militari che l’avevano fermato prima puntargli contro una pistola e gridare “dov’è la cocaina?”.
A questo punto sarebbero seguiti attimi concitati che sarebbero sfociati con la resistenza a pubblico ufficiale da parte del giovane. Una volta bloccato, però, il carabiniere l’avrebbe colpito – secondo la versione del 22enne – alla testa con il calcio della pistola.
Il ragazzo si farà medicare in seguito al pronto soccorso dell’ospedale SS. Annunziata di Cento. I medici gli prescriveranno una prognosi di 7 giorni per una ferita lacero-contusa al capo. Anche il militare che ha eseguito l’arresto era dovuto ricorrere alle cure sanitarie. Per lui la prognosi fu di 25 giorni.
Tutt’altra invece la versione dell’Arma: il ragazzo non sarebbe stato arrestato a casa davanti ai genitori e i motivi del provvedimento sarebbero dovuti proprio alle sue “escandescenze”.
La pm Mariemanuela Guerra indagò entrambi. Ora la sorte dei due sarà decisa in due distinti processi. Quello che vede imputato il carabiniere si deciderà a breve in rito abbreviato. Quello che vede Tura difendersi dalle accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale si è aperto ieri davanti al giudice Matellini.
L’udienza filtro ha visto l’assunzione delle prove e l’ammissione dei testimoni. saranno 12 quelli chiamati dalla pm Mariaemanuela Guerra, uno dalla parte civile (un consulente medico legale chiamato dall’avvocato Alberto Bova) e ben 30 quelli richiesti dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Anselmo. Tra questi anche il direttore della “Nuova Ferrara” Paolo Boldrini, per alcune segnalazioni di cittadini pervenute al suo giornale.
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