“Abbiamo identificato tutti uno per uno. Nome, cognome, luogo e data di nascita, documento di riconoscimento, firma. Sono tutti voti buoni: non ci sarà nessun “Topolino” o “Hitler” come in altre consultazioni diverse dalla nostra”. È raggiante, anche se esausto, Valentino Tavolazzi al termine del primo giorno di referendum autogestito, passato di banchetto in banchetto a rifocillare con paini e bibite gli oltre cento volontari che si sono adoperati per la raccolta firme per mantenere un pronto soccorso in corso Giovecca a Ferrara.
Già in mattinata si registravano code davanti ai circa 30 seggi disseminati sul territorio provinciale. La gente ha fatto la fila anche dalle 17.30 fino alle 19. “Ad alcuni – allargano le braccia gli attivisti – abbiamo dovuto chiedere di tornare domani (oggi, ndr)”. I primi dati sull’affluenza arrivano intorno alle 20. Dal banchetto sotto il Volto del Cavallo si parla di più di mille firme; 800 in Galleria Matteotti, 500 in via Bersaglieri del Po e all’Interspar di Quacchio, 400 presso la farmacia di Porta Mare. Si parla di circa 8.000 firme. “Se qualcuno ha votato in malafede due volte – precisa il consigliere di Progetto per Ferrara – verrà “smascherato” dopo la schedatura in excel dei nominativi”.
“Molti sono quelli interessati e arrabbiati che si sono fermati ai nostri gazebo. Tanti altri – riflette Tavolazzi – non sapevano nemmeno che corso Giovecca sarebbe stato chiuso; certo che se la stampa avesse dato uno spazio diverso alla nostra iniziativa sarebbe stato facile vedere arrivare decine di migliaia di persone”.
Tra quelli che hanno sottoscritto l’appello del Movimento 5 Stelle (il quesito chiede “Vuoi che in corso Giovecca rimanga l’ospedale con il pronto soccorso?”) c’erano anche residenti fuori Ferrara. “Abbiamo privilegiato il criterio dell’utenza piuttosto che della residenza – spiegano gli organizzatori -; per questo possono votare anche i non residenti ma domiciliati, come possono essere gli studenti fuori sede che usufruiranno della sanità pubblica. Le loro schede, si tratta di poche unità, verranno conteggiate a parte”.
Per il secondo giorno Ppf prevede un’affluenza ancora maggiore. Se così fosse, verrebbe superato ampliamente il numero di circa 11.500 raggiunto con la consultazione popolare contro turbogas e triplicazione dell’inceneritore. “Il nostro obiettivo è 20mila”, azzarda un attivista. “Non ci sbilanciamo – mette le mani avanti Tavolazzi -; domani (oggi, ndr) sarà comunque una giornata ricca. Ci saranno altri 5 banchetti grazie all’aiuto di altri volontari provenienti da Parma, Cesena, Faenza, Forlì e Bologna; saremo davanti a tutti i supermercati approfittando della giornata di apertura”.
E intanto che al telefono gli arriva la notizia che le liste del Movimento 5 Stelle di Vigarano, Cento, Tresigallo e Codigoro sono state registrate per le prossime amministrative, Tavolazzi si concede una frase ‘ad effetto’: “la spallata ci sarà. Politica naturalmente, ma ci sarà”.
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