I progetti esecutivi saranno pronti entro l’anno. I lavori partiranno nel 2012 e si dovrebbero concludere entro il 2015. La superficie dell’intervento si aggira sugli ottomila metri quadrati. Il costo sarà superiore ai 27 milioni di euro.
Sono i numeri che Alessandro Cambi, dello Studio Arco di Bologna che si è aggiudicato nei giorni scorsi il concorso per il Meis, enuclea dalle pagine del Corriere della Sera in riferimento a quello che sarà il Museo nazionale dell’ebraismo e della Shoah di Ferrara.
Numeri e costi. La prima cosa che balza all’occhio sono quei 27 milioni di euro. Quasi il doppio di quelli previsti dalla legge 91 del l7 aprile 2003, istitutiva del museo, che stanziava il finanziamento di 15 milioni di euro (confermato poi nella Finanziaria del 2007) per la costruzione dell’opera.
In attesa di sapere da dove verranno i soldi necessari, per ora ci si può accontentare di conoscere, e immaginare, quello che avverrà in via Piangipane. L’ex carcere verrà suddiviso in “cinque corpi tra loro comunicanti – spiega l’architetto Cambi al giornalista del “Corriere” Dino Messina -, il nuovo edificio sarà caratterizzato all’esterno da giganteschi pannelli con scritte della Torah”. Il primo corpo è destinato all’accoglienza, l’ultimo a mostre itineranti, nei tre centrali verrà allestito il museo secondo le concezioni di Ariel Toaff.
Ed è proprio Ariel Toaff, storico, figlio dell’ex rabbino capo di Roma che nel 1986 accolse Giovanni Paolo II in sinagoga, a immaginare sulle pagine del quotidiano di Via Solferino – in qualità di consulente culturale del Meis -, quello che “non sarà un museo per piangersi addosso, non sarà un luogo per ricordare soltanto la Shoah, ma l’intero percorso dell’ebraismo italiano dall’antica Roma ai nostri giorni”.
Nel primo dei tre blocchi centrali affidati alla sua consulenza saranno illustrate la cultura, le tradizioni e le tappe della vita ebraica da un punto di vista generale: la circoncisione, il matrimonio, la morte, la maggiore età religiosa, le regole alimentari, le festività. Il secondo sarà dedicato alla storia dell’ebraismo italiano. Il terzo alla Shoah.
Nel pensare quella che sarà un’opera omnia della cultura e dell’influenza ebraica in Italia, Toaff darà spazio a nomi illustri della storia ebraica: “da Immanuel Romano, il poeta coevo di Dante – spiega lo storico a Dino Messina -, a Servadio di Bertinoro, il maggiore commentatore della Mishnah, la legge orale, al madrigalista del Seicento Salomone Rossi, allo scienziato mantovano Abramo Colorni, cui Toaff ha dedicato buona parte del suo più recente saggio, “Il prestigiatore di Dio” (Rizzoli), senza dimenticare i grandi autori ebrei del Novecento: Italo Svevo, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Carlo Levi e Primo Levi, conosciuto in tutto il mondo come il maggiore scrittore della Shoah”.
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