Cronaca
16 Giugno 2026
Sentiti i primi testimoni del processo per la morte della 22enne Emily Vegliante. Il collega che era alla guida della Fiat Punto: "Ho provato a frenare e sterzare, ma l'auto mi è piombata addosso"

Carabiniera morì nello schianto. “Ho visto l’auto invadere la corsia opposta”

di Davide Soattin | 4 min

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Cento. Sentiti durante la mattinata di ieri (lunedì 15 giugno) i primi testimoni del processo per la tragica fine di Emily Vegliante, la carabiniera di 22 anni di Solopaca che era in servizio a San Giovanni in Persiceto, morta nel pomeriggio dell’11 maggio 2023 in un violento incidente stradale lungo la Strada Provinciale 66. Il sinistro avvenne nelle vicinanze dell’incrocio tra via Modena e via di Renazzo, nel territorio comunale di Cento.

Alla sbarra c’è un 51enne di Cento che stava percorrendo la strada da San Giovanni in Persiceto verso Renazzo quando, secondo l’accusa della Procura di Ferrara, con la propria Peugeot 3008 avrebbe invaso la corsia di marcia opposta, andando a sbattere frontalmente contro la Fiat Punto su cui viaggiavano la giovane, seduta sul sedile anteriore lato passeggero, e un collega di 40 anni alla guida. La militare morì sul colpo, mentre il collega fu elitrasportato all’ospedale Maggiore di Bologna, dove gli furono diagnosticate fratture giudicate guaribili in oltre quaranta giorni. Il 51enne invece andò al Santissima Annunziata.

A cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente in aula è stato uno dei testimoni oculari del sinistro, un meccanico che quel giorno stava testando un’automobile e che procedeva alle spalle della Peugeot 3008 al cui volante c’era l’imputato.

L’ho avuta davanti per circa un chilometro. Quando la strada ha iniziato a curvare verso destra, l’auto ha cominciato a spostarsi verso la corsia opposta”, ha riferito. “Stava praticamente deragliando: le due ruote di destra erano sulla linea di mezzeria, mentre il resto della vettura era nell’altra corsia” ha detto. A quel punto è sopraggiunta la Fiat Punto che “all’ultimo istante si è spostata nel tentativo di evitare l’impatto” ha proseguito, ma le due automobili “si sono comunque scontrate“. Il violento urto tra i due veicoli ha fatto da “trampolino” alla Peugeot, che “ha compiuto una capriola in aria per poi finire in un campo” a lato strada.

Subito dopo l’incidente, il meccanico si era fermato per prestare soccorso. “Sono sceso e sono andato a vedere. La ragazza era riversa fuori dal finestrino, sul lato esterno dell’auto, con le gambe rimaste incastrate nel cruscotto”, ha raccontato. Il testimone ha inoltre dichiarato di ricordare che “entrambi gli occupanti della Punto non indossavano la cintura di sicurezza“. Un secondo testimone, dipendente della Merighi Srl e tra i primi a contattare il 118 dopo l’incidente, ha poi raccontato davanti al giudice Stefano Mandolesi di aver sentito un “botto assordante e spaventoso” e di essere immediatamente corso per capire cosa fosse accaduto.

In aula è stato sentito anche il carabiniere che era alla guida della Fiat Punto, auto di cui era proprietario. Il militare, all’epoca in servizio alla stazione di San Matteo della Decima, era stato inizialmente iscritto nel registro degli indagati prima che la sua posizione venisse archiviata. Ha raccontato che quel giorno dalle 12 alle 13.30-14 – su disposizione del comandante della stazione di San Matteo della Decima e del comando della Compagnia di San Giovanni in Persiceto – aveva svolto un servizio in abiti civili, nelle vicinanze di un bosco, dove un cittadino aveva segnalato alcuni episodi di spaccio. Con lui c’era anche la collega Emily Vegliante, che – come precisato dal militare – in quel momento “era fuori servizio“.

“Il giorno precedente avevo effettuato un sopralluogo e, quel giorno, entrambi vestiti con abiti sportivi, avevamo simulato una corsa lungo una strada ghiaiata per svolgere un’attività di osservazione e appostamento“. Al termine del servizio, i due carabinieri si erano fermati a prendere un panino al McDrive di Cento prima di fare ritorno in caserma. Durante il tragitto di rientro però avvenne il tragico incidente. “Quando siamo arrivati in prossimità della curva, ho visto l’auto provenire dalla direzione opposta e invadere la nostra corsia. Ho provato a sterzare e a frenare, ma mi è piombata addosso“, ha raccontato il militare. Il carabiniere ha inoltre spiegato di non ricordare se lui e la collega indossassero le cinture di sicurezza al momento dello schianto. “Ricordo solo che mi sono risvegliato direttamente all’ospedale Maggiore”, ha riferito.

Nel procedimento non ci sono parti civili. Il carabiniere che era alla guida della Fiat Punto, dopo l’integrale risarcimento del danno, è uscito dal procedimento, mentre il gup del tribunale di Ferrara aveva respinto la richiesta di costituzione degli eredi di Emily Vegliante, poiché presentata tardivamente.

 

 

 

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