Cronaca
30 Gennaio 2011
Lettera di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, al pm Nicola Proto

“La giustizia non è per la gente comune”

di Marco Zavagli | 2 min

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Patrizia Moretti

“La giustizia non è per la gente comune come me”. Dopo l’assoluzione di Luca Casoni (vai all’articolo), l’ex capoturno delle volanti la notte del 25 settembre 2005 quando morì suo figlio, Patrizia Moretti torna a scrivere sul suo blog. E indirizza la sua lettera telematica al pm Nicola Proto, il magistrato che ha seguito i processi riguardanti la morte del figlio e i successivi depistaggi.

“Caro dott. Nicola Proto, sono passati ormai 5 anni da quando sono stata costretta a fare la sua conoscenza”, inizia la Moretti. “Oggi il film documentario sulla morte di mio figlio (“È stato morto un ragazzo”, di Filippo vendemmiati, premiato di recente anche al Bari internazional film festival, ndr) viene visto in tutta Italia e tutti sanno come è morto Federico”.

Poi la frase che esprime in poche parole tutte le battaglie che la famiglia Aldrovandi ha dovuto affrontare per arrivare fino ad oggi: “La giustizia non è per la gente comune come me. È fatta per coloro che hanno soldi e potere per non farsi calpestare da un meccanismo cinico e spesso sordo al dolore delle vittime dei crimini nel quale lo Stato spesso le lascia sole e private della loro dignità”.

Il pm Nicola Proto

“Per resistere – continua la lettera – occorre solo la disperata determinazione di coloro che sono disposti a sacrificare tutto, risparmi energie ed affetti, per restituire l’unica cosa che purtroppo spesso rimane loro: la dignità del loro caro che non c’è più”.

Oggi, con la nuova associazione “Le loro voci” (leggi), Patrizia Moretti offre aiuto ad altre famiglie che vengono a trovarsi nella sua stessa situazione. “Ora la mia esperienza – spiega – mi porta a viaggiare per tutta Italia in un itinerario di dolore sempre uguale al mio. Ed è proprio in questo mio viaggiare che ho capito l’importanza di ciò che un tempo davo per scontato ma che scontato proprio non è: avere un pm bravo onesto e determinato a raggiungere la verità anche contro un ambiente ostile. E questo solo per amore di Giustizia. Senza nulla voler ricevere in cambio se non la consapevolezza di aver fatto il proprio dovere. Un magistrato così, ora lo so, è merce veramente rara. Purtroppo”.

“Noi le possiamo soltanto dire grazie – conclude la madre di Federico -, ma è un grazie speciale perché viene dal cuore di una madre alla quale è stato portato via quanto di più prezioso possa avere: il proprio figlio. Grazie. Patrizia”.

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