Cento
27 Gennaio 2011
In tribunale come testimoni verranno chiamati Balboni e Cariani

Tuzet a processo: “Mai corrotto nessuno”

di Marco Zavagli | 3 min

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È iniziato ieri il processo al sindaco di Cento Flavio Tuzet. Il primo cittadino ex An, ex Pdl e oggi con i finiani, è accusato di istigazione alla corruzione e minacce.

Il giudice si è limitato ieri ad ammettere le prove richieste dalle parti, tra le quali una lista testi “vip” da parte della difesa e un cd che riprodurrebbe una conversazione tra il senatore ferrarese del Pdl Alberto Balboni e un esponente politico centese. Saranno proprio i testimoni i protagonisti di questo processo, che vede sul banco degli imputati sempre per istigazione alla corruzione, oltre a Tuzet, anche il consigliere di Rinascita Centese Alessandro Gennari e l’imprenditore Marco Ferrari, vicino agli ambienti dello stesso gruppo politico.

L’accusa deriva da presunte pressioni esercitate in sede di approvazione del bilancio 2008 nei confronti di un consigliere comunale di Rinascita centese. Nel marzo del 2008 la giunta Tuzet subì un travagliato passaggio che aveva portato a un “rimpasto” con il candidato sindaco del centrosinistra, Arturo Orlandini, che fece da salvagente a maggio col proprio voto alla manovra dell’esecutivo di Tuzet.

Prima di allora i tre consiglieri Alessandro Gennari, Rudi Rodolfi e Lorenzo Malaguti avevano negato il proprio appoggio, facendo bocciare così la delibera di bilancio ed uscendo formalmente dalla maggioranza. Gennari, consigliere comunale per Rinascita centese, secondo l’accusa, avrebbe offerto 20mila euro ad Antonio Baroni, consigliere comunale Pdl, per dimettersi dalla carica di consigliere e provocare così la caduta della giunta Tuzet di allora. Ferrari avrebbe offerto altrettanti soldi sempre a Baroni per votare contro l’approvazione del bilancio di previsione 2008 nella seduta del consiglio comunale del marzo 2008. Tuzet avrebbe invece offerto a Rodolfi (che lamentò il fatto all’interno di una seduta del consiglio) la nomina alla carica di consigliere di amministrazione della Cmv per convincerlo a dare il suo sì all’approvazione del bilancio nella seduta del 20 maggio 2008.

Ma per il sindaco centese i guai non finiscono qui. La procura lo chiama a rispondere anche di minaccia per avere, nel corso di una riunione con esponenti dell’opposizione, minacciato implicitamente il licenziamento della madre di Carlotta Gaiani (ex consigliere comunale del Pd e oggi assessore alle Attività produttive della Provincia che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Fabio Anselmo), dirigente del settore ragioneria del Comune di Cento.

La difesa di Tuzet, rappresentata dall’avvocato Enrico De Santis del foro di Roma, punta a uscire indenne dal processo “perché i fatti contestati sono meramente politici”. Secondo la tesi difensiva in quel periodo la giunta, dopo aver perso la maggioranza, “ha pensato di ricompattarla – prosegue De Santis – e per farlo ha usato la merce di scambio tipica di tutta la politica italiana”.

La conferma arriva dallo stesso imputato: “non ho mai corrotto né ricattato nessuno; i cercava un rimpasto politico per uscire da una crisi politica E quell’indicazione di offrire posti di lavoro in Cmv in cambio di appoggio politico, secondo De Santis, “arrivò dalla direzione del suo partito (allora era Alleanza Nazionale, ndr). E questo qualcuno dovrà dircelo in aula”. Il penalista non si nasconde: “chiameremo a testimoniare il senatore Alberto Balboni, allora vertice di An in provincia di Ferrara”.

Oltre a Balboni, la lista testi comprende il direttore generale del Comune del Guercino Gilberto Ambotta, la presidente della Fondazione Caricento Milena Cariani e altri politici locali. Per quanto riguarda il secondo capo di imputazione contestato al sindaco, è lo stesso Tuzet ad assicurare ai giornalisti di “non aver mai minacciato nessuno; ho fatto solo presente che se fosse stata una dipendente di un’azienda privata, la madre della Gaiani poteva essere licenziata”.

Non la pensa così Carlotta Gaiani, che fa semplicemente notare che “quanto è successo in quei due mesi che vanno da marzo, quando la giunta si vide bocciato il bilancio, a maggio, quando si ricompattò riconquistando una maggioranza, è oggi materia del tribunale. Mi sembra che il fatto parla da sé”.

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