Cronaca
26 Gennaio 2011
Proroga di 60 giorni. Rinviato al 29 marzo il voto sul concordato preventivo

Cmr, i creditori sono 2600

di Marco Zavagli | 2 min

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I creditori Cmr stipati ieri in tribunale

Una lista con 2600 nomi. Tanti sono i creditori di Cmr, la cooperativa dell’edilizia in liquidazione. E per sapere quale rango avrà il loro credito dovranno attendere il 29 di marzo, quando si terrà la prossima adunanza per il voto.

Ieri mattina, in tribunale, il commissario giudiziale, la commercialista Raffaella Margotti, ha riassunto la situazione patrimoniale dell’azienda, spiegando che per la complessità delle operazioni relative alla procedura, non è stato possibile depositare in tempo la proposta di modifica del piano concordatario.

Davanti all’adunanza di creditori e legali stipati in Aula F, il commissario ha tracciato il profilo del gruppo, composto di numerosissime società partecipate. Al 30 giugno 2010 erano 402 i dipendenti in organico alla cooperativa, mentre per quanto riguarda l’inventario patrimoniale, ha richiesto una integrazione “per aggiornare la situazione contabile rispetto a un piano concordatario basato su valori vecchi di cinque mesi”.

Nel contempo sono stati nominati dei periti. Uno si occuperà dell’asse portuale; un ingegnere di tutte le posizioni relative agli appalti; un geometra delle perizie immobiliari; e un ultimo perito dell’inventario delle attrezzature di cantiere.

Per quanto riguarda la lunga lista dei circa 2600 creditori, il commissario ha ribadito che non è stato possibile accettare le richieste dei creditori privilegiati, in particolari cooperative e artigiani, che non hanno ancora inviato tutta la relativa documentazione (ora, con il prossimo rinvio, ci sarà una seconda possibilità).

Delle modifiche al piano ha parlato l’avvocato di Cmr Gianluigi Serafini, individuando due principali novità: la dismissione del ramo cimiteriale che è stata rinegoziata da 7,5 milioni di euro a 8,5 (con garanzia da parte dell’acquirente dei crediti che Cmr vanta dalle partecipate), ottenendo così un miglior prezzo di vendita che andrà a integrare le somme di restituzione; e il passaggio da affitto a vendita del ramo Nato. “La legislazione statunitense – ha chiarito Serafini – non prevede l’istituto dell’affitto di ramo d’azienda; stiamo lavorando quindi per la vendita immediata”.

Dopo la proroga di 60 giorni concessa per le modifiche al piano, l’adunanza è stata rinviata al 29 marzo, alle 10. In quell’occasione il giudice Stefano Giusberti dovrà verificare se si otterrà la maggioranza dei consensi dei creditori per l’approvazione del concordato per poi emettere la omologa del provvedimento.

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