Politica
1 Novembre 2026
Marchi (M5S) solleva interrogativi sull'iter di concessione della pista di gokart e sull'autonomia degli uffici comunali: teme che l'indagine amministrativa interna possa individuare responsabilità soltanto tra i funzionari, lasciando in secondo piano quelle politiche della Giunta

‘Ndrangheta a Ferrara: tutti i dubbi sulla commissione interna

di Redazione | 4 min

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Dopo l’emersione di infiltrazioni della ‘ndrangheta nel caso della pista di gokart di via Cesare Diana, a Ferrara, e il sequestro dell’impianto disposto nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, si apre anche il fronte politico sui controlli del Comune e sulle modalità con cui è stata assegnata la concessione. A intervenire è Marzia Marchi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, che solleva interrogativi sull’iter amministrativo e punta soprattutto il dito contro il ricorso agli incarichi dirigenziali fiduciari a tempo determinato: un sistema che, a suo giudizio, rischia di compromettere l’autonomia degli uffici rispetto alle scelte della politica.

Marchi contesta anche la decisione dell’amministrazione di istituire un gruppo di lavoro interno per verificare la correttezza amministrativa della concessione. La consigliera annuncia che seguirà con attenzione l’attività di verifica, chiedendo che non si traduca in una ricerca di responsabilità circoscritta ai funzionari, lasciando fuori il ruolo degli organi politici.

Nel suo intervento, la capogruppo M5S ricostruisce le tappe che avrebbero portato all’assegnazione dell’impianto, a partire dalla costituzione dell’associazione sportiva Xbikes 2.0 Circuit, avvenuta il 21 febbraio 2023, fino alla concessione decennale formalizzata dalla Giunta il 4 ottobre 2024. Secondo la ricostruzione proposta da Marchi, il 16 aprile 2024 l’amministrazione avrebbe approvato la delibera con gli indirizzi per l’affidamento della struttura, dando mandato al Servizio Sport di predisporre la procedura competitiva. L’avviso pubblico sarebbe stato poi protocollato e diffuso il 28 giugno 2024, con scadenza fissata al successivo 19 luglio.

È proprio sulla tempistica e sui criteri di valutazione che la capogruppo concentra le proprie domande: “Com’è possibile che gli uffici comunali non abbiano attivato alert o filtri di verifica davanti a una realtà che, all’epoca della pubblicazione della gara, esisteva a malapena sulla carta e non aveva alle spalle alcuna storicità, bilancio consolidato o reale esperienza gestionale sul territorio?”.

La consigliera contesta inoltre che la forma associativa senza scopo di lucro possa essere considerata, da sola, una garanzia sufficiente nell’affidamento di beni pubblici. “Il ‘no profit’ non può diventare un passaporto di impunità burocratica o, peggio, uno schermo societario per mascherare interessi opachi”, afferma, sollecitando controlli più approfonditi sui soggetti che partecipano alle procedure per la gestione degli impianti comunali.

Ma il passaggio politicamente più rilevante dell’intervento riguarda il ricorso ai dirigenti assunti con contratti a tempo determinato ai sensi dell’articolo 110 del Testo unico degli enti locali. Per Marchi, l’utilizzo di queste figure da parte dell’amministrazione comunale pone una questione di autonomia della struttura tecnica rispetto agli organi politici.

“Quando la totalità delle funzioni chiave viene affidata a dirigenti il cui stipendio e la cui riconferma dipendono esclusivamente dal colore politico e dal gradimento fiduciario del Sindaco, si crea un cortocircuito democratico”, sostiene la capogruppo, che afferma di aver già denunciato più volte in Consiglio comunale l’aumento del ricorso a questa tipologia di incarichi.

Secono Marchi, la precarietà contrattuale può esporre i dirigenti a una condizione di vulnerabilità nei confronti delle scelte politiche, con possibili ripercussioni sulla loro indipendenza nell’attività amministrativa. “I dirigenti assunti ex art. 110 si trovano in una condizione di strutturale vulnerabilità”, scrive, mettendo in discussione un modello nel quale la continuità degli incarichi può dipendere dalla fiducia del vertice politico.

La consigliera richiama quindi la necessità che gli uffici mantengano piena autonomia nelle verifiche e nelle procedure, anche quando queste possano entrare in contrasto con gli indirizzi degli amministratori. Un tema che, a suo giudizio, non può essere separato dalla vicenda della pista di gokart e dai controlli sull’assegnazione della concessione.

Quanto al gruppo di lavoro istituito dal Comune, Marchi annuncia che il Movimento 5 Stelle seguirà con attenzione l’attività di verifica, chiedendo che l’accertamento delle eventuali criticità non si limiti alle responsabilità dei singoli uffici. “Non accetteremo che lo scaricabarile burocratico metta in ombra la gravissima responsabilità di indirizzo e vigilanza che spettava a chi siede sui banchi della Giunta”, afferma.

La richiesta politica conclusiva è duplice: controlli più stringenti prima dell’affidamento dei beni pubblici e una revisione del ricorso agli incarichi dirigenziali fiduciari a termine nei settori considerati più delicati. “Chiediamo che si metta fine alla stagione dei dirigenti ‘fiduciari a termine’ nei settori sensibili e che ogni futura concessione di beni pubblici sia subordinata a controlli stringenti”, conclude Marchi.

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