Politica
31 Ottobre 2026
Dopo il voto sulla mozione di Fratelli d'Italia, Io Voto e SiPuò accusano il sindaco Bellotti di aver sconfessato il proprio assessore. Troiani si astiene e denuncia la mancanza di una linea condivisa, mentre Balboni esulta: "Molto soddisfatto per il voto espresso dal Consiglio comunale"

Bolkestein, scontro politico a Comacchio: le opposizioni chiedono chiarezza su Sabadin

di Redazione | 5 min

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Comacchio. La direttiva Bolkestein accende lo scontro politico a Comacchio e il voto sulle concessioni balneari finisce per trasformarsi in un caso interno alla maggioranza. A sollevare la questione sono le liste di opposizione Io Voto e SiPuò, che accusano il sindaco Samuele Bellotti di aver di fatto sconfessato l’operato dell’assessore al Demanio Jonny Sabadin, votando a favore della mozione presentata da Fratelli d’Italia. Una lettura politica che apre interrogativi sulla tenuta della Giunta a cinque mesi dall’insediamento, mentre il consigliere Vito Troiani denuncia l’assenza di una posizione unitaria e il senatore Alberto Balboni rivendica il risultato ottenuto in Consiglio comunale.

Al centro della discussione, nella seduta di mercoledì 28 ottobre, la mozione di Fratelli d’Italia sulla verifica dell’effettiva scarsità della risorsa naturale lungo il litorale comacchiese, elemento rilevante per l’applicazione della direttiva Bolkestein e per le procedure di assegnazione delle concessioni demaniali. Il documento, approvato con undici voti favorevoli e nessun contrario, punta a una ricognizione delle spiagge per accertare, attraverso uno studio tecnico indipendente, se sussistano le condizioni per procedere con le gare. Il voto ha raccolto consensi anche tra le opposizioni, senza però trovare un sostegno unanime né tra queste ultime né all’interno della maggioranza.

A parlare apertamente di una sfiducia politica nei confronti di Sabadin sono Alberto Lealini di Io Voto e Francesca Felletti e Walter Cavalieri Foschini di SiPuò, secondo i quali il sostegno del sindaco alla mozione rappresenterebbe una netta inversione di rotta rispetto alla linea seguita finora dall’assessore. “Avevamo ragione noi quando, in campagna elettorale con il candidato sindaco Walter Cavalieri Foschini, chiedevamo di tenere un tema così strategico fuori dalla contesa elettorale”, affermano le liste, che hanno sostenuto la proposta per senso di responsabilità verso il territorio. “La tutela delle spiagge e dell’economia locale richiede serietà e unità, non colpi di scena per salvare le apparenze. Quanto tempo prezioso è stato perso in questi cinque mesi di totale stallo?”.

La critica non si limita alla gestione delle concessioni balneari. Le due liste chiamano in causa anche le altre deleghe affidate a Sabadin, dalle società partecipate ai lavori pubblici, denunciando il rischio di una paralisi amministrativa. In particolare, contestano quello che definiscono un improvviso cambio di posizione sul Piano economico-finanziario di Clara, prima criticato e successivamente accettato, e richiamano l’attenzione sugli interventi infrastrutturali attesi ai Lidi, tra cui la riqualificazione di viale Carducci e di viale delle Querce al Lido degli Estensi. Per Io Voto e SiPuò, Bellotti dovrebbe chiarire se ripone ancora fiducia nell’assessore, arrivando eventualmente a valutarne la revoca delle deleghe o la sostituzione. “Comacchio non può restare ostaggio dei litigi di poltrona”, è l’affondo delle due forze politiche.

Una posizione differente arriva da Vito Troiani, consigliere comunale di Libera Comacchio, La Città Futura e Comacchio nel Cuore, che ha scelto l’astensione. Una decisione che, precisa, non rappresenta una contrarietà agli operatori balneari, ma nasce da ragioni politiche, istituzionali e di metodo. “In una fase così delicata per il comparto balneare, Comacchio ha bisogno di una linea chiara, di una visione condivisa e della massima unità d’intenti”, sostiene Troiani, secondo il quale questi elementi non sarebbero emersi nel confronto consiliare, né all’interno della maggioranza né nella stessa Giunta.

Il consigliere interviene anche sulle ricostruzioni del voto circolate sui social, sottolineando che la mozione non è stata sostenuta dall’intera opposizione. “I voti favorevoli espressi dall’opposizione sono stati soltanto due”, precisa, rivendicando la propria astensione. Troiani chiarisce inoltre la posizione delle liste che rappresenta: “Non siamo contro i balneari, siamo contrari all’ingresso indiscriminato delle multinazionali e alle concentrazioni di potere economico che rischiano di compromettere il tessuto imprenditoriale locale e l’identità del nostro litorale”.

Per il consigliere, il confronto politico dovrebbe concentrarsi soprattutto sulle misure concrete necessarie al futuro della costa. Tra le priorità indica l’adeguamento del Piano dell’arenile, il contrasto all’erosione costiera, la tutela del lavoro e dell’imprenditoria locale, oltre alla necessità di garantire servizi adeguati e spiagge libere accessibili e attrezzate. “La priorità deve essere il lavoro, non la propaganda”, ribadisce Troiani, criticando anche quella che considera un’inerzia amministrativa capace di alimentare ulteriormente le incertezze di imprese e lavoratori.

Di segno opposto la lettura del senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, che accoglie con soddisfazione l’approvazione della mozione e ne sottolinea il valore per il futuro delle concessioni balneari. Il parlamentare ritiene fondamentale accertare concretamente la scarsità della risorsa naturale prima di assumere decisioni sull’avvio delle gare, richiamando la normativa europea. La mozione, spiega, individua modalità e parametri per effettuare la verifica con trasparenza e con il coinvolgimento di esperti esterni specializzati.

“Sui nostri lidi esistono ancora kilometri di spiagge non occupate da uno stabilimento balneare, va quindi accertato se ciò è sufficiente per escludere la scarsità della risorsa ed evitare cosi di procedere alle aste, anche al fine di evitare futuri contenziosi”, afferma Balboni, auspicando che l’accertamento produca un risultato favorevole agli operatori del settore. Il senatore ringrazia quindi Fratelli d’Italia, gli undici consiglieri che hanno approvato la mozione e lo stesso Bellotti, “che ne ha compreso l’importanza e l’ha quindi condivisa”.

Il voto del 28 ottobre lascia dunque sul tavolo due questioni distinte ma strettamente intrecciate: da una parte il percorso amministrativo che dovrà chiarire il futuro delle concessioni balneari, dall’altra gli equilibri politici della Giunta Bellotti. Se per Fratelli d’Italia l’approvazione della mozione segna un passo avanti nella tutela degli operatori, per una parte dell’opposizione rappresenta invece la dimostrazione delle contraddizioni interne alla maggioranza. Sullo sfondo resta l’incertezza di un comparto fondamentale per l’economia dei sette Lidi, in attesa di conoscere quali conseguenze concrete avrà la decisione del Consiglio comunale.

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