Attualità
19 Ottobre 2026
Il gruppo NobiometaNo Villanova interviene dopo l'incontro saltato il 13 ottobre con il Comune. Parleranno "con gli Assessori quando decideranno di venire qui dove viviamo"

Impianto biometano. Il percorso di coinvolgimento “fatica a partire”

di Redazione | 3 min

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“Un percorso di coinvolgimento che fatica a partire”. È il titolo scelto dal gruppo NobiometaNo Villanova per fare il punto sul confronto con l’amministrazione comunale in merito all’impianto di produzione di biometano ApisFE1, in costruzione in via Ponte Assa. Al centro della contestazione, la richiesta di un coinvolgimento più ampio dei residenti di Villanova e delle frazioni vicine, interessate dai lavori e dalle ricadute del progetto.

Il gruppo riferisce che il 13 ottobre avrebbe dovuto svolgersi un incontro con gli assessori Cristina Coletti, Alessandro Balboni e Stefano Vita Finzi Zalman, richiesto da mesi per discutere dell’impianto e delle problematiche del territorio. La disponibilità del Comune a ricevere una rappresentanza di cittadini in Municipio, secondo NobiometaNo, non corrisponderebbe alle aspettative di avviare “un vero percorso di coinvolgimento di tutti i residenti della frazione e delle frazioni vicine”.

Avrebbe potuto partecipare solamente una rappresentanza mentre il gruppo vorrebbe l’avvio di un percorso condiviso che coinvolga la frazione di Villanova e quelle limitrofe, interessante dall’impianto.

I cittadini sottolineano che sono trascorsi quattro anni dall’approvazione del progetto da parte di Arpae, due dall’inizio dei lavori e uno dall’approvazione comunale delle varianti progettuali. Un periodo durante il quale, scrivono, si sarebbero accumulate difficoltà legate ai cantieri e la consapevolezza di una trasformazione del territorio che definiscono “irreversibile” e che “ha tutto l’aspetto di essere fuori controllo”.

Il gruppo denuncia inoltre “l’assoluta mancanza di una comunicazione efficace sul progetto e poi sui lavori in corso”, insieme all’assenza di informazioni trasparenti e di risposte alle segnalazioni dei disagi. Nel documento vengono citati anche i dinieghi alle richieste di accesso agli atti rivolte ai servizi comunali.

Tra gli esempi indicati c’è una richiesta di informazioni ambientali presentata il 6 settembre al Servizio Ambiente del Comune, ai sensi del decreto legislativo 195/2005, sulla gestione del percolato e sul monitoraggio ambientale dell’impianto. Secondo NobiometaNo, a tale istanza non sarebbe arrivata risposta. Il gruppo riferisce di essersi rivolto nuovamente al Difensore civico, precisando però che la verifica della correttezza della richiesta non può sostituire le responsabilità degli enti nel garantire controlli adeguati.

“Sta solo nelle responsabilità e volontà del Comune di Ferrara, di Arpae e gli altri Enti coinvolti il garantire ai cittadini i controlli più adeguati”, scrivono, sia durante la realizzazione dell’impianto sia quando entrerà in funzione.

La richiesta di confronto, nelle intenzioni del gruppo, dovrebbe riguardare anche le condizioni generali delle frazioni coinvolte. NobiometaNo parla dei servizi che tendono a scomparire, delle esigenze crescenti della popolazione anziana, delle difficoltà di mobilità e della scarsa attrattività del territorio per i giovani.

I firmatari avrebbero voluto affrontare questi temi con gli assessori insieme alle preoccupazioni legate all’impianto, contestando un approccio che, a loro giudizio, avrebbe trattato la sua realizzazione “come fosse una situazione ineluttabile e le richieste dei cittadini come semplici fastidi da superare”.

Un ultimo capitolo riguarda le misure di compensazione. Il gruppo ricorda che il Comune di Ferrara ha incassato 400mila euro dalla società VornBioenergy, proprietaria dell’impianto, per la sua realizzazione.

Per NobiometaNo è difficile considerare questa cifra sufficiente a ristabilire un equilibrio rispetto alle ricadute sul territorio. Il gruppo auspica però che la destinazione delle risorse possa diventare l’occasione per avviare interventi condivisi: “Contiamo per questo su un percorso partecipativo che nel destinare queste risorse in maniera ponderata e condivisa dia inizio a processi di cambiamento e di valorizzazione del nostro territorio”.

L’auspicio è che gli assessori accolgano la richiesta di un incontro direttamente nelle frazioni interessate. “Di questo avremmo voluto parlare e parleremo, confidiamo al più presto, con gli Assessori quando decideranno di venire qui dove viviamo”, conclude il gruppo.

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