Il 118 è tornato in piazza, anzi, nelle piazze, in occasione di “Viva! La settimana per la rianimazione cardiopolmonare”, la campagna nazionale di sensibilizzazione in programma da lunedì 12 a domenica 18 ottobre.
Sabato 17 ottobre si è svolta infatti “Il 118 scende in piazza. Per salvare una vita metti le mani sul cuore”, la manifestazione promossa dal Servizio di Emergenza Territoriale 118 dell’Azienda Usl di Ferrara, che ha coinvolto contemporaneamente tre comuni del territorio provinciale: Ferrara, Cento e Portomaggiore (l’evento di Codigoro è stato sospeso in segno di rispetto e vicinanza alla sindaca Alice Zanardi, ai suoi famigliari e alla comunità codigorese, colpiti dalla scomparsa di Enrico Menegatti, consorte della prima cittadina e artista, il cui funerale si è svolto nella stessa giornata). Per il capoluogo si tratta della 14ª edizione, mentre per le sedi della provincia è la quarta.
L’iniziativa, realizzata con il patrocinio dei Comuni coinvolti, il supporto delle Direzioni di Distretto dell’Azienda Usl di Ferrara, e la collaborazione delle associazioni di pubblico soccorso Paf – Pubblica Assistenza Ferrarese, Cri – Croce Rossa Italiana, Sant’Agostino Soccorso, Voghiera Soccorso e Cidas, punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere tempestivamente un arresto cardiaco e di intervenire con le manovre di rianimazione cardiopolmonare (Rcp).
Il messaggio è semplice: chiunque può contribuire a salvare una vita. Non è necessario essere professionisti sanitari per imparare le prime manovre salvavita. Sapere come riconoscere un arresto cardiaco, allertare i soccorsi e iniziare tempestivamente la rianimazione può fare la differenza in attesa dell’arrivo dei professionisti dell’emergenza.
«Le aziende sanitarie scendono in piazza con tutti i loro operatori, in mezzo alla gente – ha evidenziato la direttrice delle Aziende sanitarie ferraresi Nicoletta Natalini – per diffondere la cultura del salvare la vita attraverso i defibrillatori e le manovre che insegniamo con i nostri esperti. Tutte le nostre città sono dotate di defibrillatori, ma bisogna anche saperli utilizzare. Imparare e aiutare gli altri è di grandissima importanza, per se stessi e per tutte le persone che ci circondano. Sono iniziative a favore di tutti i cittadini, non solo del capoluogo ma anche della nostra provincia».
«Abbiamo moltissimi defibrillatori in tutta la città e anche in provincia: qualunque cittadino che sappia dove andare e come utilizzarli può fare la differenza – ha rimarcato il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello -il 112 e il 118 sono molto operativi, ma il cittadino deve sapere, e imparare piccoli gesti, è fondamentale».
«Questa giornata continua a essere un appuntamento prezioso – afferma l‘assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara, Cristina Coletti –. Imparare a riconoscere un arresto cardiaco e a praticare le prime manovre di rianimazione significa acquisire strumenti essenziali per aiutare gli altri e aumentare le possibilità di salvare una vita. È una consapevolezza che, come Amministrazione comunale, abbiamo tradotto in un impegno concreto attraverso il progetto Ferrara Città Cardioprotetta, realizzato in sinergia con l’Azienda USL e il servizio territoriale del 118. Grazie anche al coinvolgimento di associazioni e realtà imprenditoriali, siamo riusciti a dotare il territorio di quasi 40 defibrillatori pubblici, anche ad uso pediatrico, collocati capillarmente tra la città e le frazioni. In occasione della giornata odierna, abbiamo voluto contribuire anche con la distribuzione gratuita di magliette dedicate all’evento a chi si è cimentato nelle prove pratiche di rianimazione. Un modo per ricordare sempre che imparare una manovra salvavita può fare la differenza e salvare una vita».
«Crediamo nel valore e nella presenza delle aziende sanitarie ferraresi tra la cittadinanza, per portare nella comunità prevenzione, informazione e conoscenza. Creare una rete con la comunità – ha voluto sottolineare Federica Borghesi, direttrice assistenziale delle Aziende Sanitarie ferraresi – per sapere cosa fare nel momento di un arresto cardiocircolatorio, significa costruire insieme la vera prevenzione e l’azione che salva la vita».
«I veri protagonisti della catena della sopravvivenza sono i cittadini. Nell’arresto cardiaco il tempo – ha spiegato Maurizio Giacometti, responsabile medico del Servizio di Emergenza Territoriale 118 – è tutto e, nella stragrande maggioranza dei casi, il 118 non è presente nei primissimi minuti, che salvano il cuore, il cervello, la vita. Gli strumenti, a partire dai defibrillatori, sono sempre più diffusi, ma serve gente che sappia utilizzarli».
«Il 118, con medici, infermieri, autisti e associazioni di volontariato – ha quindi precisato Marco Orioli, dirigente infermieristico del Servizio 118 – insegna ai cittadini le manovre di rianimazione cardiopolmonare: riconoscere un arresto cardiaco, iniziare subito le manovre, allertare il 112 e, se disponibile, usare il defibrillatore, unico strumento che può far ripartire un cuore con ritmo defibrillabile. Anche senza defibrillatore le manovre vanno fatte: garantiscono la corretta ossigenazione del cervello e riducono il possibile danno ipossico».
«Giornate come questa permettono di avere sempre più persone formate, ma soprattutto informate e consapevoli di poter fare qualcosa per chi va in arresto cardiaco. Grazie alla tecnologia – ha poi ricordato Donatella De Giudice, responsabile della programmazione del Centro regionale tecnologie – il sistema 118 mette a disposizione l’app DAERespondER: permette di essere allertati quando si verifica un arresto cardiaco vicino alla propria posizione e di mettersi a disposizione per intervenire, da cittadino qualsiasi. Ogni anello della catena è importante per salvare una vita».
Infine, Filippo Sperta, del Centro Unico di Risposta (Cur) 112, ha ricordato che così e come funziona il Nue 112 «è il Numero Unico Europeo per le emergenze: permette a chiunque abbia bisogno di aiuto di chiamare un solo numero, senza dover sapere quale servizio di soccorso contattare. La Centrale Unica di Risposta prende in carico la chiamata, individua le necessità della persona e la smista alla centrale operativa competente, per garantire una risposta tempestiva ed efficace».
Tre piazze per imparare le manovre salvavita
Nel corso della giornata di sabato 17 ottobre, il personale del 118 e i volontari delle associazioni sono stati a disposizione dei cittadini per dimostrazioni pratiche, esercitazioni su manichini e informazioni su come riconoscere e affrontare un arresto cardiaco.
Gli appuntamenti erano in programma nelle seguenti sedi:
- Ferrara, piazza Municipale, dalle 11 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.
- Cento, piazza del Guercino, dalle 9.30 alle 13.30.
- Portomaggiore, piazza Umberto I, dalle 8.30 alle 12.30.
Gli eventi sul territorio sono stati resi possibili anche grazie alla collaborazione con le Direzioni di Distretto dell’Ausl di Ferrara.
A Ferrara una giornata di incontri, testimonianze e dimostrazioni
Il programma in piazza Municipale è stato particolarmente ricco, con la partecipazione dei professionisti dell’emergenza, delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni e di cittadini che porteranno la propria esperienza.
Oltre agli interventi delle autorità e dei professionisti, hanno portato la propria testimonianza anche Loretta Pretto, che raccontato la sua esperienza diretta in quanto, a seguito di un arresto cardiaco, è stata salvata proprio dalle corrette manovre eseguite dalla sua collega Maura Frascaroli che, con il suo racconto, ha fatto ben capire l’importanza del conoscere manovre di rianimazione cardiopolmonare. Pierlugi Pavani ha invece portato la sua esperienza del primo condominio che si è dotato di un defibrillatore. Infine la neonata Associazione No Profit Feelbetter che, per voce del suo presidente Nicola Bianchi, Paglialunga, vicepresidente e informatrice farmaceutica, e Matteo Bertini, cardiologo dell’Ospedale di Cona e socio fondatore, ha annunciato futuri eventi ed attività per promuovere sport, salute e benessere e sostenere il reparto di cardiologia.
La giornata ferrarese è stata accompagnata anche da momenti dedicati allo sport e al coinvolgimento di grandi e piccoli.
Per tutta la mattina, la società di basket 4 Torri ha messo a disposizione un canestro per attività aperte al pubblico. Nel pomeriggio invece è stata la volta di un’esibizione di kick boxing con gli atleti della Iaksa International.
Erano inoltre presenti i gazebo di Sant’Agostino Soccorso, Croce Rossa Italiana, Paf e Voghiera Soccorso. Qui i volontari, con l’ausilio di manichini e materiale informativo, guideranno i partecipanti nelle prove pratiche delle manovre di rianimazione cardiopolmonare.
DAERespondER: i cittadini nella catena del soccorso
Tra gli strumenti del sistema 118 c’è l’app DAERespondER, attiva da circa nove anni sul territorio regionale e collegata alle centrali operative 118. L’app offre la mappatura dei defibrillatori, costantemente aggiornata, e permette ai cittadini che si rendono disponibili di essere allertati dalla centrale operativa quando si verifica un arresto cardiaco vicino alla loro posizione. In Emilia-Romagna si registrano circa 168 emergenze al mese: nel 50% dei casi almeno un cittadino dà la disponibilità a intervenire e in un caso su cinque (20%) arriva prima dei mezzi di soccorso, anticipando le manovre di rianimazione. Nella provincia di Ferrara sono circa 900 i Dae mappati, il 25% dei quali disponibile h24. L’invito è a scaricare l’app per chi vuole davvero mettersi in gioco e far parte della catena del soccorso.
Arresto cardiaco: la tempestività può salvare una vita
Ogni anno 400.000 persone in Europa, 60.000 in Italia muoiono per arresto cardiaco improvviso. Il 70% degli arresti cardiaci avviene in presenza di altre persone che potrebbero iniziare subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare, ma ciò accade solo in circa il 15% dei casi, perché chi è accanto alla vittima non è formato, non sa riconoscere un arresto cardiaco oppure non si sente in grado di intervenire.
In Emilia-Romagna sono circa 4.500 le persone colpite da arresto cardiaco ogni anno, circa 12 al giorno, praticamente una su mille, e in termini di percentuali ed incidenza la provincia di Ferrara riflette il dato nazionale e regionale.
Molte di queste persone potrebbero avere maggiori possibilità di salvezza se soccorse tempestivamente e adeguatamente iniziando la rianimazione cardiopolmonare (Rcp) prima dell’arrivo dell’ambulanza. Insomma, avviando la Rcp e utilizzando un defibrillatore prima dell’arrivo dei servizi di emergenza, si possono salvare fino a 200.000 vite in più ogni anno.