Attualità
14 Ottobre 2026
Nuovi scavi nell'area al centro della battaglia contro il parcheggio privato. Il Comitato: "Non sappiamo cosa stiano facendo, chiediamo trasparenza"

Via Fiume, spunta di nuovo la ruspa nel giardino conteso

di Elena Coatti | 5 min

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Anni fa era la casa di pappagalli verdi che svolazzavano tra gli alberi, di ricci che avevano trovato un posto sicuro e dei bambini che giocavano sotto le finestre di casa. Oggi, in quel fazzoletto di verde incastonato tra i palazzi di via Fiume – o meglio, quello che era un vero e proprio polmone verde in centro città – sono tornati un escavatore e un camion. E con loro le preoccupazioni dei residenti del Condominio Garibaldi, che da oltre due anni si battono per salvare alberi e giardino.

È successo nel pomeriggio di ieri – 13 ottobre – intorno alle ore 14, quando alcuni operai hanno fatto ingresso nell’area privata al centro della controversia, iniziando a movimentare il terreno con un escavatore. “All’inizio sembrava volessero soltanto raccogliere le sterpaglie, poi con la benna hanno cominciato a scavare”, raccontano i portavoce del Comitato ‘Per un giardino verde’, che hanno seguito i lavori dalle proprie abitazioni. “Sono rimasti un’ora, un’ora e mezza, ma guardate quanto terreno hanno già sbancato”, dicono indicando il terreno smottato lungo la recinzione.

A preoccupare i residenti sono soprattutto le dimensioni degli scavi e la loro finalità, al momento sconosciuta al Comitato. “Potrebbero servire per il plinti di un cancello, oppure per portare la corrente elettrica. Qualcuno ha ipotizzato una canalizzazione per le acque, ma non lo sappiamo – spiegano -. Vogliamo concedere il beneficio del dubbio, perché fino a prova contraria non possiamo dire nulla. Però uno sbancamento così importante ci lascia quantomeno perplessi”.

Il timore, inevitabilmente, torna sempre allo stesso punto: che quei lavori rappresentino un ulteriore passo verso la realizzazione del parcheggio privato da diciassette posti contro il quale il Comitato si batte da tempo. “Speravamo che dopo la diffida non si facessero più vedere”, ammettono i residenti che, tuttavia, riconoscono come la proprietà possa effettuare gli interventi regolarmente autorizzati: “Se devono mettere un cancello, possono farlo. Se vogliono realizzare un loro giardino privato, nessuno glielo impedisce. A noi interessa soltanto che questa zona rimanga verde e non diventi un parcheggio”.

Alla vista dell’escavatore, i residenti hanno nuovamente contattato la Polizia Locale. Ma questa volta, a differenza delle precedenti occasioni, nessuna pattuglia si sarebbe presentata sul posto. “Le altre volte, quando abbiamo chiamato perché stavano tagliando gli alberi, i vigili sono venuti – raccontano i portavoce del Comitato -. Oggi invece ci hanno risposto che erano al corrente della situazione e che la stavano seguendo”.

A insospettire i residenti è stata anche la conclusione dei lavori, avvenuta poco dopo la loro telefonata. “Abbiamo visto che uno degli operai ha ricevuto una chiamata. Subito dopo ha detto di caricare tutto e andare via”, riferiscono. Un episodio sul quale il Comitato non pretende di avere certezze, resta però l’interrogativo su quell’intervento durato appena un’ora o poco più. “Se i lavori sono regolari, con tutte le autorizzazioni, non vediamo perché dovrebbero interrompersi soltanto perché qualcuno protesta. Nessuno di noi può entrare nella loro proprietà e mandarli via”.

Una preoccupazione che affonda le radici nella storia del cortile. “Questo era un parco di circa 1700 metri quadrati. C’erano gli anziani e i bambini a giocare. Dal mio balcone non vedevo nemmeno le finestre degli altri palazzi, tanto erano folti gli alberi. Guardate invece come è stato ridotto quel pezzo: una spianata”.

Il riferimento è alla porzione di quasi 500 metri quadrati ceduta da Acer Ferrara alla società Patruno Group Srls nel giugno 2024 per 28mila euro. Un terreno storicamente utilizzato come parte del cortile comune, successivamente frazionato catastalmente in 17 unità classificate C/6 e pubblicizzate come posti auto in vendita a 37mila euro ciascuno. Un’operazione finita al centro delle iniziative della consigliera comunale Anna Zonari (La Comune di Ferrara) e del consigliere Matteo Proto (Pd), che hanno chiesto chiarimenti sulla regolarità urbanistica dell’intervento.

Per l’area, infatti, risulta presentata una Cila relativa alla realizzazione di recinzioni e cancelli, non alla trasformazione in parcheggio. Nell’aprile 2025 il Comune aveva disposto la sospensione dei lavori per questioni legate al verde e alla permeabilità del suolo, provvedimento successivamente revocato, limitatamente alla contestazione sulla pavimentazione, dopo che il tecnico della proprietà aveva dichiarato che questa non era né prevista né realizzata.

La vicenda si era ulteriormente complicata lo scorso giugno, quando un sopralluogo della Polizia Locale aveva accertato la rimozione di siepi e l’abbattimento di un oleandro e di un acero giapponese. L’Ufficio Verde aveva quindi diffidato la proprietà dal proseguire gli interventi sulle alberature in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Secondo quanto riferito dal Comitato, nella risposta comunale all’interrogazione di Zonari viene inoltre richiamato un sopralluogo del 3 settembre, durante il quale sarebbe stata verificata l’assenza di opere edilizie e la presenza di un’area ancora piantata e inebriata. I residenti ricordano che la diffida dall’utilizzo del terreno come parcheggio, in considerazione dell’obbligo di mantenere la destinazione a verde.

È proprio alla luce di questi precedenti che i nuovi scavi alimentano gli interrogativi. Quali lavori sono stati eseguiti? Sono previsti dalla Cina già presentata oppure esistono ulteriori autorizzazioni? Domande alle quali il Comitato vorrebbe ottenere una risposta, senza attribuire automaticamente agli interventi una finalità irregolare.

“Un po’ di trasparenza sarebbe gradita – osservano i membri del Comitato -. Se ci dicessero che stanno scavando per piantare degli alberi o installare un cancello, ne prenderemmo atto. Nessuno di noi ha mai pensato di entrare nella loro proprietà. Vorremo semplicemente capire”

E mentre una parte del cortile conserva ancora qualche albero, tra cui un bagolaro risparmiato dagli abbattimenti, il Comitato ribadisce che la battaglia non è contro la proprietà privata in quanto tale. “Siamo sempre disponibili a un confronto civile. Non vogliamo impedire lavori regolari e non vogliamo entrare in casa d’altri. Chiediamo soltanto che venga rispettata la destinazione dell’area”.

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