Politica
14 Ottobre 2026
Presentata in commissione consiliare l'attività dell'associazione: la provincia è prima in Emilia-Romagna per donazioni di sangue in rapporto alla popolazione, ma resta indietro sul plasma. Tra le priorità anche il ricambio generazionale, la sicurezza e la gratuità del dono

Avis Ferrara, 23mila sacche raccolte e oltre 13mila donatori: la sfida è aumentare il plasma

di Redazione | 7 min

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Oltre 13mila donatori, circa 23mila sacche di sangue e plasma raccolte e una sfida ancora aperta: aumentare la raccolta di plasma per ridurre la dipendenza dall’estero nella produzione di farmaci plasmaderivati. È il quadro dell’attività di Avis a Ferrara e provincia emerso durante la seduta della 4ª Commissione del Consiglio comunale, dedicata alla relazione sull’attività associativa per il 2026-2027.

All’incontro hanno partecipato Alessandro Cattabriga, presidente di Avis comunale Ferrara, Federico Gavioli, direttore amministrativo di Avis provinciale, Massimo Gallerani, segretario provinciale, Gianluca Lodi, direttore del Centro trasfusionale, e Luca Boccafogli, coordinatore della struttura.

Ad aprire i lavori è stata l’assessora Cristina Coletti, che ha richiamato il valore sociale della donazione in vista della 59ª festa sociale di Avis comunale, in programma sabato 24 ottobre. “Ringrazio, a nome dell’amministrazione e del Consiglio comunale, per quello che fate ogni giorno”, ha dichiarato.

Cattabriga ha ringraziato a sua volta l’amministrazione per l’opportunità di presentare l’attività dell’associazione in commissione, sottolineando il legame tra volontariato e sistema sanitario. La festa sociale del 24 ottobre prevede la sfilata dei labari e delle istituzioni verso il centro cittadino, la messa e i saluti istituzionali in sala consiliare, con la celebrazione dei gemellaggi tra le diverse sedi Avis. Nel pomeriggio, al centro Rivana, saranno premiati 840 soci benemeriti.

A illustrare i dati della raccolta è stato Gavioli, ricordando che Avis a Ferrara è nata nel 1935. La rete associativa ha superato la soglia dei 13mila donatori, con circa il 45% degli iscritti riferito ad Avis comunale Ferrara. Il dato complessivo della raccolta si mantiene stabile negli anni, con circa 23mila unità tra sangue intero e plasma.

“Per il sangue intero siamo autosufficienti, anche come sistema nazionale, mentre il punto debole è la raccolta di plasma”, ha spiegato Gavioli. La disponibilità non è infatti ancora sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale di plasma destinato alla produzione di farmaci plasmaderivati, per i quali è necessario ricorrere anche alle forniture dall’estero.

La provincia di Ferrara presenta risultati particolarmente positivi nella raccolta di sangue intero: con 67 donazioni ogni mille abitanti è al primo posto in Emilia-Romagna, davanti a Forlì, che si attesta a quota 48. La situazione si ribalta, invece, sul fronte del plasma, dove Ferrara è all’ultimo posto regionale in rapporto alla popolazione.

Per incrementare la raccolta sono stati effettuati investimenti sulle attrezzature per la plasmaferesi, tra cui l’aggiunta di una macchina nella sede di Cento nel 2023. Per quest’anno la previsione è di aumentare la raccolta di circa 2.200 unità di plasma.

La crescita del numero complessivo di donatori è stata accompagnata soprattutto dall’ingresso di nuove donatrici, mentre il numero degli uomini è rimasto sostanzialmente stabile, intorno alle ottomila unità. Gavioli ha ricordato che per le donne in età fertile esistono limiti specifici al numero di donazioni di sangue intero, un elemento che contribuisce a rendere ancora più importante lo sviluppo della raccolta di plasma.

Resta aperta anche la questione del ricambio generazionale. Dopo il picco di nuove adesioni registrato durante la pandemia, seguito da una flessione, nel biennio 2023-2024 si è verificata una nuova crescita, favorita anche dalle attività di promozione rivolte agli studenti universitari.

L’attività di Avis non si limita alla raccolta. L’associazione organizza incontri di prevenzione e formazione sui corretti stili di vita, con dodici appuntamenti già svolti nei primi mesi dell’anno. Prosegue inoltre la collaborazione con la Prefettura attraverso il progetto “La strada per andare lontano”, dedicato alla sicurezza stradale nelle scuole.

Continua anche lo sviluppo del Giardino dei Donatori all’ospedale di Cona, che sarà ulteriormente valorizzato con la realizzazione di una palestra all’aperto. Avis offre inoltre ai propri donatori la vaccinazione antinfluenzale gratuita, nell’ambito di un’attività di promozione della salute che accompagna il percorso della donazione.

Un tema sul quale l’associazione intende insistere è quello della gratuità, anche alla luce dei diversi modelli adottati in altri Paesi europei, dove i donatori possono ricevere una remunerazione.

“Una delle sfide è incrementare la raccolta di plasma, facendo attenzione a non ridurre quella di sangue: le due raccolte non devono diventare alternative”, ha sottolineato Gavioli, richiamando la necessità di ampliare il numero dei donatori senza compromettere l’equilibrio del sistema trasfusionale.

Il segretario provinciale Massimo Gallerani ha insistito sul ruolo dell’associazione nella diffusione della solidarietà e della prevenzione. “Non coltiviamo soltanto il senso della donazione, ma anche quello della salute in generale, della persona e del sistema”, ha affermato.

Gallerani ha evidenziato la necessità di adattare l’organizzazione ai cambiamenti demografici e di raggiungere le diverse fasce della popolazione, con particolare attenzione ai giovani, alle università e agli istituti superiori. “Non è vero che i giovani non siano solidali, anzi. Dobbiamo capire come intercettare la loro idea di solidarietà”.

Il segretario ha inoltre ricordato che la gratuità del sistema associativo produce ricadute economiche per la sanità pubblica. Secondo quanto illustrato in commissione, il sistema Avis e delle associazioni contribuisce a far risparmiare alla Regione oltre cinque milioni di euro, anche grazie al plasma raccolto e successivamente trasformato in farmaci.

Sul versante sanitario, il direttore del Centro trasfusionale Gianluca Lodi ha posto l’accento sull’appropriatezza e sulla sicurezza, aspetti che richiedono il rispetto delle norme e l’impiego di tecnologie sempre più avanzate.

Tra le innovazioni introdotte a Ferrara figurano le cosiddette frigonoteche intelligenti, dispositivi collegati al sistema gestionale interno del Centro trasfusionale. Boccafogli ha spiegato che tre apparecchiature sono già state acquistate e installate negli ospedali di Argenta, Cento e Lagosanto. Il progetto ha richiesto anche la formazione degli operatori coinvolti.

La tecnologia consente di gestire in modo più efficiente la disponibilità degli emocomponenti nelle strutture ospedaliere, mantenendo il collegamento con il servizio trasfusionale di riferimento. Ferrara si è mossa tra le prime realtà in questo ambito, con un modello destinato a essere esteso anche ad altri territori.

Tra gli sviluppi futuri del servizio sono stati citati anche i percorsi per le infusioni endovenose di ferro e l’intenzione di implementare attività di medicina rigenerativa. L’obiettivo, ha spiegato Boccafogli, è ampliare le competenze e le prestazioni del Centro, consolidandone il ruolo tra i servizi ospedalieri.

Nel corso del dibattito, la consigliera del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi ha portato l’esperienza maturata al Cpia, dove ha contribuito a coinvolgere Avis in attività rivolte anche a persone di origine straniera. Marchi ha chiesto di rendere disponibili questionari per l’accesso alla donazione tradotti in più lingue, comprese quelle meno diffuse, come l’urdu.

“Il questionario di adesione è estremamente complesso per chi ha un livello linguistico limitato. Servirebbero traduzioni in diverse lingue, non soltanto in inglese e francese”, ha osservato, spiegando che le difficoltà di comprensione possono ostacolare il percorso di chi vorrebbe donare.

La consigliera ha inoltre riferito il caso di un giovane di origine straniera, da lei seguito come tutrice volontaria per minori stranieri non accompagnati, che avrebbe rinunciato alla donazione dopo aver compreso che non avrebbe potuto avere rapporti sessuali per sei mesi. Marchi ha ipotizzato un problema di comunicazione e ha chiesto di affrontare la questione.

Gallerani ha spiegato che il colloquio con il medico non può essere sostituito da un intermediario, per ragioni legate alla riservatezza e alla corretta valutazione dell’idoneità del donatore. Ha precisato che le indicazioni relative alla vita sessuale non comportano un divieto generalizzato di avere rapporti, ma riguardano la valutazione dei comportamenti e delle condizioni che possono incidere sul rischio di trasmissione di infezioni. Per questo, ha sottolineato, è fondamentale che il donatore comprenda correttamente le domande e possa parlarne direttamente con il medico.

Gallerani ha richiamato anche le difficoltà legate alla provenienza da aree in cui sono diffuse malattie come la malaria, che possono richiedere accertamenti specifici e incidere sui tempi necessari per l’idoneità alla donazione. Ha ricordato, inoltre, che il dialogo con le comunità straniere richiede un lavoro di informazione e sensibilizzazione, perché il principio della donazione gratuita e universale non è necessariamente condiviso o conosciuto allo stesso modo in tutti i contesti culturali.

Marchi ha ribadito l’importanza di mettere a disposizione le traduzioni già nelle sedi associative e nelle scuole. Lodi ha condiviso la necessità di proseguire il lavoro: “La sicurezza del paziente comincia proprio dalla compilazione del questionario. Dobbiamo continuare a lavorarci con forza”. La corretta raccolta delle informazioni, ha precisato, è indispensabile per garantire la compatibilità e la sicurezza trasfusionale.

In chiusura, la consigliera del Partito democratico Anna Chiappini ha richiamato il valore civico della donazione e i principi di fratellanza e uguaglianza che la sostengono, sottolineando come la tutela della propria salute possa coniugarsi con l’aiuto agli altri. Un impegno che trova nella gratuità uno dei suoi elementi fondamentali.

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