Politica
1 Ottobre 2026
La Fp interviene sulla riorganizzazione dell'Ausl: "Serve una redistribuzione delle risorse che garantisca gli stessi servizi a tutti"

Medicine di gruppo, Cgil: “Basta cittadini di serie A e di serie B”

di Redazione | 2 min

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In merito al dibattito sulle recenti decisioni dell’Azienda USL relative alla riorganizzazione di alcune attività ed erogazioni all’interno delle medicine di gruppo, la Fp Cgil interviene per chiarire la propria posizione, mettendo al centro la tutela del Servizio Sanitario Nazionale e il principio fondamentale dell’universalità delle cure.

“Comprendiamo le preoccupazioni espresse da alcune rappresentanze e dai professionisti coinvolti, ma riteniamo indispensabile fare un’operazione di verità nei confronti di tutta la cittadinanza – dichiara la Fp Cgil -. Fino ad oggi ci siamo trovati di fronte a un sistema disomogeneo, in cui solo alcune medicine di gruppo erogavano determinati servizi di supporto — come presidi, punti CUP dedicati o prelievi — mentre la stragrande maggioranza delle strutture e dei cittadini del territorio ne rimaneva del tutto esclusa”.

Per la Fp Cgil, la difesa a oltranza di situazioni privilegiate prive di una copertura universalistica rischia di alimentare un sistema a “doppio binario”, creando utenti di serie A e utenti di serie B a seconda del medico di medicina generale a cui si è assistiti.

“La nostra priorità non è avvallare riduzioni o logiche di mero risparmio, bensì pretendere una rigorosa perequazione e redistribuzione delle risorse aziendali – prosegue il sindacato -. Rafforzare la medicina del territorio non significa difendere nicchie di servizio per pochi, ma garantire che ogni singolo cittadino, indipendentemente dal comune o dallo studio a cui si rivolge, possa godere degli stessi diritti e delle medesime prestazioni di prossimità”.

La Fp Cgil ribadisce che continuerà a confrontarsi con l’Azienda Usl e le istituzioni locali per un piano straordinario di potenziamento delle cure primarie e delle Case della Comunità, affinché il diritto alla salute e la presa in carico dei pazienti cronici e fragili siano garantiti in modo omogeneo, trasparente e universalistico su tutto il territorio.

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