Attualità
27 Settembre 2026
A quarant’anni dalla nascita dell’Indagatore dell’incubo, il disegnatore parla di 'Giù nel sottomondo': "Profondità emotiva, intuizione e creatività guidano il mio lavoro"

Il “femminile” di Dylan Dog secondo Nicola Mari

di Redazione | 2 min

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di Giulio Fratta

Gli anni passano per tutti, ma per l’indagatore dell’incubo, Dylan Dog, il tempo sembra non esistere: 40, questo è il numero di candeline spente dal celebre personaggio della Sergio Bonelli Editore. Il 26 settembre 1986, mentre negli Stati Uniti Stephen King dava vita al pagliaccio assassino It, le edicole italiane accoglievano l’alba dei morti viventi, il primissimo albo con protagonista il ragazzo dalla camicia rossa, la giacca nera e le Clarks scintillanti.

Per celebrare l’evento, la libreria Ubik di via San romano ha accolto, in una horror night, Nicola Mari, celebre disegnatore di Dylan Dog: “Questo grande personaggio rappresenta molto non solo per me, ma anche per i suoi moltissimi lettori. Esattamente trentuno anni fa, ho esordito sulle pagine di Dylan Dog, inaugurando un sodalizio artistico, umano, artistico e professionale, che prosegue tutt’oggi e che questa sera mi porta a festeggiare i quarant’anni di vita di Dylan insieme ai tanti lettori presenti”.

All’inizio la matita di Mari calcava le pagine del futuristico Nathan Never, solo in un secondo momento l’horror ha sostituito il fantascientifico.

Dopo quarant’anni di storie, l’investigatore dell’incubo è ancora capace di invogliare i lettori: “Credo che ciò sia riconducibile alla natura del personaggio stesso: Dylan, indagando l’incubo, ci pone in relazione ai temi eterni che albergano nella parte più profonda dell’ animo umano, inesauribili come le indagini che ancora attendono Dylan Dog”.

L’ultima firma di Mari è arrivata con “Dylan Dog – Giù nel sottomondo”, albo che vanta la sceneggiatura di Barbara Baraldi, Rita Porretto e Silvia Mericone: “Personalmente sposo il principio elaborato da pensatori come Umberto Galimberti, secondo cui il femminile non coinciderebbe con la donna anatomicamente intesa, ma con una dimensione dell’anima comune ad entrambe i sessi, che esprime profondità emotiva, intuizione e creatività; pertanto, quando disegno, è il mio femminile a condurmi. In questo senso, posso affermare che ‘Giù nel sottomondo’ coinvolge quattro espressioni del femminile”.

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