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Una raccolta firme per chiedere di tenere scuole, università e ricerca fuori dalle collaborazioni con la filiera militare. Arriva anche a Ferrara la campagna nazionale “La conoscenza non marcia – Per un’istruzione e una ricerca libere dalla militarizzazione”: l’appuntamento è per lunedì 28 settembre, dalle 17, in piazza Cattedrale, dove sarà possibile sottoscrivere la petizione popolare sostenuta da Usb.
La campagna punta a portare in Parlamento una serie di richieste attraverso una petizione presentata ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione. Al centro c’è la proposta di vietare le collaborazioni tra scuole, università, enti di ricerca e la filiera militare pubblica e privata, tanto sul terreno della ricerca e dello sviluppo tecnologico quanto su quello della formazione.
Tra le richieste avanzate a livello nazionale ci sono anche l’esclusione di Pcto, tirocini e stage nelle industrie militari o nelle caserme, insieme alla costituzione di un organismo incaricato di monitorare accordi e protocolli d’intesa sottoscritti da istituti scolastici e università.
Un altro punto riguarda il diritto al dissenso. Nel testo diffuso da Usb Ferrara si chiede di garantire, nel mondo dell’istruzione e della ricerca, la possibilità di esprimere le proprie obiezioni per ragioni morali, filosofiche o religiose e di rifiutare prestazioni lavorative considerate direttamente o indirettamente connesse alle armi e alla guerra.
La petizione si inserisce nella campagna nazionale promossa da Usb Scuola, Usb Università e Ricerca insieme all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cambiare Rotta, Osa e Sanitari per Gaza. Secondo i promotori, la presenza di rapporti tra sistema dell’istruzione, apparati militari e industria della difesa richiede maggiore trasparenza e limiti normativi.
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