Riva del Po
17 Settembre 2026
Indagini chiuse per la morte del professore 43enne Davide Benetti. La Procura chiede l'archiviazione delle due nipoti del padrone di casa e dell'allora dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Copparo

Balcone crollò durante la gita, fine indagini: resta indagato il proprietario della villa

di Davide Soattin | 4 min

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Riva del Po. La Procura di Ferrara ha chiuso le indagini relativa alla tragica fine del 43enne Davide Benetti, l’insegnante morto dopo il crollo improvviso del balcone di villa Rivani Farolfi a Riva del Po, avvenuto il 9 dicembre 2024 durante una gita scolastica.

Dopo gli accertamenti e le consulenze tecniche, l’unico a rimanere indagato per omicidio colposo è il 79enne proprietario dell’immobile settecentesco. Per le due nipoti di quest’ultimo, anche loro inizialmente finite sotto la lente degli inquirenti, la pm Sveva Insalata ha chiesto l’archiviazione del procedimento. Stessa sorte anche per l’allora dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Copparo, il cui nome è stato iscritto nel registro degli indagati solamente in ultima battuta.

Al 79enne, in qualità di comproprietario della villa, la Procura contesta una condotta che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata caratterizzata da negligenza e imprudenza, nonché dall’inosservanza delle norme in materia di tutela dei beni culturali. In particolare, gli viene contestato di non aver provveduto alla conservazione dell’immobile e ai necessari interventi di manutenzione, oltre a non aver fatto eseguire, secondo quanto sostenuto dall’accusa, le opportune valutazioni tecniche da parte di un soggetto abilitato per accertare le condizioni di sicurezza del balcone.

Sempre secondo la Procura, nonostante l’assenza di una simile valutazione, avrebbe comunque consentito l’accesso degli studenti. Una condotta che avrebbe contribuito a determinare le condizioni che portarono al crollo del balcone e alla conseguente morte dell’insegnante.

Per le due nipoti del 79enne, anch’esse comproprietarie dell’immobile, la pm ha invece ritenuto di chiedere l’archiviazione, sostenendo che non fossero a conoscenza del fatto che la villa fosse aperta ai visitatori. La gestione dell’abitazione infatti, di cui le due non erano assidue frequentatrici, viene ricondotta dalla Procura al solo zio. Di conseguenza, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbe stato possibile pretendere da loro l’adozione di specifiche cautele in relazione a un’attività della quale non risultavano informate e rispetto alla quale non avrebbero avuto poteri concreti per impedire quanto è accaduto.

Quanto all’allora dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Copparo, l’ipotesi iniziale riguardava la mancata previsione, nel Documento di valutazione dei rischi, di specifiche procedure per verificare preventivamente le condizioni di sicurezza degli edifici e dei luoghi, estranei agli spazi scolastici, scelti per le uscite didattiche. In particolare, secondo la contestazione iniziale, sarebbe stato necessario prevedere l’acquisizione di documentazione o attestazioni relative ai requisiti strutturali degli immobili destinati ad accogliere gli studenti.

Nel corso degli accertamenti, tuttavia, gli inquirenti hanno evidenziato come non risultasse alcuna circolare che imponesse o raccomandasse un simile adempimento. Inoltre, prima della visita, il dirigente aveva comunque fatto effettuare un sopralluogo, sebbene da personale privo di specifiche competenze tecniche, dal quale non erano emersi elementi tali da far ritenere concreto un pericolo. Un ulteriore elemento preso in considerazione dalla Procura è il fatto che neppure gli enti preposti alla tutela dell’immobile avessero in precedenza segnalato criticità relative alla sicurezza della struttura. Alla luce di questi elementi, il crollo del balcone sarebbe stato ritenuto un evento non prevedibile e, di conseguenza, la Procura ha chiesto l’archiviazione.

Valutazione non condivisa dall’avvocato Simone Bianchi, legale che assiste la madre di Benetti, parte offesa nel procedimento. “Stiamo esaminando gli atti – dice – e probabilmente faremo opposizione perché, a nostro avviso, come peraltro già evidenziato con una memoria, la scuola potrebbe avere delle responsabilità“.

I tre comproprietari della villa – difesi dall’avvocato Alessio Mascia – erano stati indagati anche per lesioni personali colpose ai danni di una guida turistica di 68 anni, volontario della Pro Loco di Guarda Ferrarese, che aveva contribuito a organizzare la gita in quanto legato da rapporti con il proprietario dell’immobile. Così come Benetti, il 68enne rimase coinvolto e ferito nel crollo del balcone. La Procura ha però chiesto l’archiviazione a carico di zio e nipoti dal momento che la querela presentata dalla guida è risultata essere ampiamente tardiva.

L’incidente era avvenuto attorno alle 10 di mattina del 9 dicembre 2024.

La gita, organizzata in una giornata di pioggia battente, faceva parte di un’escursione alle ville storiche della zona. Villa Rivani Farolfi, uno dei principali punti di interesse, era stata riaperta appositamente per l’occasione dal proprietario. Durante il tour, gli studenti – tutti alunni di una quinta elementare e di una seconda media di Riva del Po – avevano potuto visitare le stanze interne della villa e poi affacciarsi dal balcone, godendo così della vista mozzafiato.

Dopo aver terminato il giro, però, il professore e la guida turistica si erano fermati sul balcone, dove poi è avvenuto il crollo improvviso. Entrambi erano caduti da un’altezza di circa quattro metri, travolti da frammenti di marmo e calcinacci.

I due feriti erano stati soccorsi e trasportati in ambulanza all’ospedale di Cona. Tra i due, in un primo momento, sembrava versare in condizioni peggiori la guida turistica. Ma, dopo oltre una settimana di ricovero, in cui aveva sempre la febbre alta, Benetti – che aveva diverse microfratture, un’infezione causata da alcune schegge e allergie a molti antibiotici – morì improvvisamente il 18 dicembre, verosimilmente a causa delle complicanze delle ferite.

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