Politica
9 Settembre 2026
Firmato a Bologna da Regione e parti sociali il nuovo accordo che affianca alle priorità dei precedenti Patti economia sociale, transizione ecologica e digitale

Nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale: l’Emilia-Romagna aggiorna la sua strategia

di Redazione | 5 min

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Il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale presentato a luglio, è stato siglato ufficialmente da tutti i firmatari insieme al presidente della Regione, Michele de Pascale, e al vicepresidente, Vincenzo Colla, in viale Aldo Moro a Bologna.

Al centro la Regione Emilia Romagna colloca sostenibilità. lavoro di qualità e innovazione volendo tracciare la rotta per la transizione ecologica e digitale, in una collaborazione tra istituzioni e parti sociali. L’obiettivo, spiegano da via Aldo Moro, è quello di “abbattere le disuguaglianze sociali e territoriali superando la vecchia contrapposizione tra economia e ambiente”. E farlo “investendo con forza nell’economia sociale”, con la Regione spiega di voler trasformare “le sfide del futuro in opportunità per le nuove generazioni, mettendo le persone e le comunità al centro del cambiamento”.

“Il nostro intento è guidare il cambiamento, non subirlo, mettendo insieme forze e intelligenza collettiva per il bene comune – affermano il presidente de Pascale e il vicepresidente Colla –. È questa la sfida che l’Emilia-Romagna ha di fronte in una fase di transizione globale senza precedenti. Nonostante le enormi difficoltà legate alla crisi climatica, all’inflazione, all’instabilità geopolitica e alla necessità di difendere salari e sanità pubblica, la Regione sceglie di rispondere con azioni concrete e radicate nei territori. Con l’ingresso dell’economia sociale nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima, dimostriamo che sviluppo, tutela dell’ambiente e coesione sociale possono e devono camminare insieme. La strategia punta a ridurre i divari tra centri e periferie, a sostenere il lavoro di qualità e a dare protagonismo ai giovani. Un percorso ambizioso e condiviso, per proiettare l’Emilia-Romagna nello scenario internazionale come polo attrattivo per investimenti, talenti e relazioni di alta qualità.”

Il nuovo schema d’azione intende consolidare le priorità strategiche dei precedenti accordi, adeguandole alle sfide contemporanee. L’evoluzione del Patto riflette i mutamenti storici del territorio: se nel 2015 la priorità assoluta era l’occupazione per rispondere alla crisi economica globale, e nel 2020 si è aggiunto il tema climatico e della sostenibilità in piena emergenza pandemica, nel 2026 il Patto si rinnova estendendo lo sguardo all’economia sociale, ridefinendo la visione di futuro dell’Emilia-Romagna.

“Centrale – concludono de Pascale e Colla – resta la costruzione di uno sviluppo sostenibile, fondato su imprese solide e lavoro di qualità, capace di guidare la transizione ecologica e di contrastare ogni forma di disuguaglianza: economica, sociale, di genere, generazionale e territoriale. Per garantire la coesione dell’Emilia-Romagna è fondamentale ricucire il rapporto tra centri e periferie, tra pianura e montagna, rimettendo al centro la comunità.”

Soddisfatte per la firma Legacoop Emilia Romagna e Confcooperative Emilia Romagna. “Il lungo percorso che ha portato alla condivisione del nuovo Patto consegna un risultato fondamentale – dichiara Daniele Montroni, presidente di Legacoop -. Con questa firma non si annullano le differenze né il ruolo di ciascun sottoscrittore, ma si condividono i pilastri e le direttrici strategiche per affrontare le sfide che investono la nostra regione. Insieme a una visione condivisa, il Patto assume un metodo di lavoro e di confronto che per noi rappresenta un vero valore aggiunto per costruire risposte concrete a beneficio di imprese, territori e persone”.

“Accogliamo con grande soddisfazione la sottoscrizione del nuovo Patto – afferma il presidente di Confcooperative Francesco Milza -. In una fase particolarmente complessa per le imprese, tra costi energetici legati alle tensioni internazionali e una rivoluzione tecnologica che sta trasformando il modo di produrre e lavorare, è fondamentale saper guidare i cambiamenti. Una responsabilità che spetta prima di tutto alla politica, attraverso il confronto con le rappresentanze economiche e sociali”.

Da Ferrara arrivano le parole di Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa: “Con il nuovo Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale l’Emilia-Romagna aggiorna il proprio progetto di futuro alla luce di ciò che è cambiato e sta cambiando nel mondo. In un clima caratterizzato dalle divisioni, l’Emilia-Romagna ha deciso di unire le forze, da quelle economiche e sociali, a quelle territoriali e del Terzo Settore. Lo fa con una scelta politica precisa: governare le trasformazioni per fare in modo che sostenibilità ambientale, lavoro di qualità, diritti, coesione sociale siano parti integranti di un modello di sviluppo che crei nuove opportunità per tutti”.

Parallelamente alle parole del dem arrivano anche quelle di Angela Travagli, assessora alle Politiche del Lavoro e delle Pari Opportunità Angela Travagli. “Questo Patto – dice – ha valore se gli impegni che contiene si tradurranno in azioni concrete e in opportunità per cittadini, lavoratori e imprese. A Ferrara abbiamo dimostrato che la chiave di volta è la qualità delle relazioni: fare rete tra livelli istituzionali, mondo accademico, forze produttive e sindacali è la nostra priorità. Ferrara c’è, con la volontà e le competenze necessarie per mettere al centro il lavoro, sostenere lo sviluppo economico e affrontare le sfide della transizione climatica e sociale.”

Dopo il confronto con le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima aggiorna gli obiettivi e le priorità della Regione Emilia-Romagna alla luce dei cambiamenti intervenuti negli ultimi anni, sia a livello locale sia nello scenario internazionale.

Tra i temi individuati nel nuovo documento c’è quello della sanità pubblica, con l’obiettivo di rafforzare il sistema regionale di tutela della salute. Un altro capitolo riguarda la sicurezza del territorio, anche alla luce degli effetti degli eventi climatici e delle criticità emerse in occasione degli episodi di maltempo che hanno interessato il territorio regionale.

Sul piano economico e occupazionale, il Patto prende in considerazione gli effetti dei conflitti internazionali, dei dazi e dell’aumento dei costi dell’energia, indicando tra le priorità il sostegno alla competitività delle filiere produttive regionali.

Il documento affronta inoltre il tema dell’inflazione e del costo della vita, con particolare attenzione all’accesso ai beni essenziali e alla casa, mentre un capitolo specifico è dedicato alle dinamiche demografiche. In Emilia-Romagna, infatti, la crescita della popolazione è sostenuta anche dalla capacità attrattiva del territorio, che contribuisce a compensare un saldo naturale negativo ormai strutturale.

Sono quindi diversi gli ambiti sui quali il nuovo Patto concentra l’attenzione: sanità, sicurezza del territorio, lavoro, competitività, costo della vita, casa e demografia, con l’obiettivo di definire le priorità delle politiche regionali per i prossimi anni.

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