Economia e Lavoro
28 Luglio 2026
L'Alleanza delle Cooperative dell'Emilia-Romagna promuove il nuovo documento, il sindacato sottolinea il valore partecipativo e il ruolo dell'economia sociale. Firma definitiva prevista a settembre

Nuovo patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale: riscontro positivo da cooperative e Cgil

di Redazione | 3 min

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L’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna e la Cgil Emilia-Romagna esprimono un giudizio positivo sul nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, presentato dalla Regione insieme a oltre cinquanta tra istituzioni, associazioni imprenditoriali, sindacati, università e realtà del terzo settore. La firma definitiva del documento è prevista per il mese di settembre, dopo il completamento degli ultimi passaggi formali.

Per l’Alleanza delle Cooperative il testo recepisce molte delle proposte avanzate dalle organizzazioni datoriali durante il lungo confronto durato quasi due anni e introduce un elemento ritenuto fondamentale: il riconoscimento dell’economia sociale come terzo pilastro dello sviluppo regionale.

“Il percorso fatto è stato lungo ma utile per approfondire l’analisi sul contesto economico e sociale del territorio, sulle sfide future e per condividere gli obiettivi su cui concentrare attenzione e risorse – afferma Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna e co-presidente dell’Alleanza delle Cooperative –. Di fronte alle incertezze, ai mutamenti demografici e ai cambiamenti climatici, la qualità sociale che i territori sanno esprimere diventa un fattore decisivo per attrarre persone e investimenti”. Montroni sottolinea inoltre come “la cooperazione, che ha come riferimento le persone e i territori, non possa che concordare con questa visione”, ribadendo “l’importanza di assumere l’economia sociale come uno dei pilastri su cui investire per assicurare qualità territoriale, promuovere integrazione e contrastare le diseguaglianze”.

Sulla stessa linea Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia-Romagna e co-presidente dell’Alleanza, secondo cui il nuovo Patto rappresenta “uno degli strumenti più qualificanti della concertazione in Emilia-Romagna”. Milza evidenzia come “il cambiamento più significativo sia proprio nella denominazione del Patto, che da oggi affianca al lavoro e al clima anche l’economia sociale”, sottolineando il valore del confronto permanente tra istituzioni, enti locali e rappresentanze economiche e sociali.

Per Emanuele Monaci, presidente di Agci Emilia-Romagna e co-presidente dell’Alleanza, il documento “recepisce molte delle osservazioni avanzate dalla cooperazione e pone l’economia sociale tra le direttrici strategiche di sviluppo dell’Emilia-Romagna, coniugando sostenibilità, coesione sociale e centralità delle persone”. Ora, aggiunge, “la sfida più importante sarà tradurre questo documento politico e programmatico negli atti strategici della Regione, a partire da una legge regionale dedicata all’economia sociale”.

Parere favorevole arriva anche dalla Cgil Emilia-Romagna, che definisce il Patto “importante nel metodo e nel merito”. Nel metodo, spiega il sindacato, perché “sancisce il principio del confronto preventivo tra istituzioni, sindacati, organizzazioni datoriali e associazioni della società civile”, rafforzando partecipazione e democrazia nelle scelte strategiche della Regione.

Nel merito, invece, il Patto “afferma con chiarezza che non può esserci sviluppo senza difesa e qualità del lavoro”, con particolare attenzione alla tutela delle professionalità anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla sovranità tecnologica.

Tra gli elementi qualificanti evidenziati dalla Cgil figurano il rafforzamento delle politiche di genere, l’estensione dei tavoli provinciali di crisi per la salvaguardia dell’occupazione, il contrasto a illegalità, caporalato e sfruttamento, la sicurezza sul lavoro come valore “non negoziabile”, il rafforzamento del welfare pubblico e universalistico e il ruolo dell’istruzione e della formazione come motore di crescita sociale.

Rispetto al Patto del 2020, nato durante l’emergenza pandemica, la Cgil individua nel nuovo testo “un salto culturale importante”, rappresentato proprio dall’introduzione dell’economia sociale come “terza gamba” accanto al sistema pubblico e al mercato, capace di redistribuire benessere e opportunità e di sostenere sia le fragilità individuali sia quelle dei territori più periferici.

Dal Patto, una volta sottoscritto, deriveranno inoltre tavoli specifici dedicati a trasporti, energia, nuova legge urbanistica e strategia regionale per la logistica, con l’obiettivo di consentire alla Regione di programmare interventi e risorse in modo condiviso e anticipato rispetto ai prossimi anni di legislatura. Per la Cgil, infine, il documento sarà sottoposto a un percorso di validazione interna affinché diventi “un autentico strumento di partecipazione” per lavoratori, pensionati, imprese e cittadini dell’Emilia-Romagna.

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