di Ilaria Baraldi*
Enrico Berlinguer è stato segretario del PCI dal 1972 al 1984, anno della sua morte.
Il 1989, con il crollo del muro di Berlino e la fine dell’unione sovietica nel 1991, sancisce la fine della guerra fredda. Nel 1992 lo scandalo di Mani pulite e tangentopoli decretano la fine della Prima Repubblica. Durante il G8 di Genova, luglio del 2001, le imponenti manifestazioni no-global che si riconoscevano nello slogan “Un altro mondo è possibile” sono state fermate, coperte e segnate dagli abusi e dalle torture alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, nella più grande sospensione dei diritti che l’Italia ricordi dalla nascita della Repubblica. Dall’altra parte del mondo, gli attentati terroristici dell’11 settembre aprono la fase della guerra al terrorismo, segnando una svolta epocale nelle relazioni tra il mondo occidentale e il mondo di cultura islamica, cui seguono l’invasione in Afghanistan e dell’Iraq, ridefinendo profondamente gli equilibri geopolitici globali, la sicurezza interna e la percezione interculturale.
Nel 2002 entra in vigore la moneta unica, l’euro. È del 2008 la prima di una serie di gravissime crisi finanziarie globali che impoverirà la gran parte delle persone nel mondo, arricchendone al contempo in modo smisurato poche altre. Poi la pandemia. Poi i colossi Big Tech (le cosiddette GAFAM) che determinano le sorti del mondo, compresi i risultati elettorali e bellici, fino all’Intelligenza Artificiale, l’ultima delle rivoluzioni tecnologiche, ma alla millesima potenza.
Basta un veloce sguardo agli ultimi 40 anni di storia del nostro paese e del mondo per farsi un’idea di quanto sia tautologica l’affermazione dell’on. Malaguti secondo il quale “la sinistra di Berlinguer è morta”, superficiale la sua dimostrazione e poveri i suoi argomenti.
L’accelerazione nei cambiamenti degli ultimi decenni è tale da rendere obsolete le risposte ai crescenti bisogni delle persone e insufficienti molte delle politiche globali, infragilite dallo svuotamento di molte istituzioni che fino a poco tempo fa erano argine alle spinte sovraniste e garanzia di impegno diplomatico per la difesa della pace tra i popoli e le nazioni.
Affrontare problemi di tale complessità e portata è questione esiziale per ciascuno di noi. Se la piramide della ricchezza globale vede al suo vertice l’1% che ne detiene il 50% e il 10% che controlla l’85% delle risorse totali del pianeta, significa che il 90% delle persone che abitano il pianeta si divide una percentuale irrisoria di risorse e ricchezza. Per non parlare delle conseguenze dell’emergenza climatica e di come essa incida sugli spostamenti delle persone per ovvie ragioni di sopravvivenza (nell’area del Mediterraneo e in Italia l’aumento corre più veloce della media del pianeta, il che significa che tra qualche decennio potrebbero essere i nostri pronipoti a dover emigrare per vivere meglio).
Quindi ciò di cui parliamo non è residuale, o radical chic, ma esiziale per la stragrande maggioranza delle persone.
In Italia gli stipendi reali sono fermi da 25 anni (retribuzioni lorde inferiori dell’1,6% rispetto al 1990), mentre nei paesi OCSE crescono del 35%. A luglio l’inflazione era stimata su base annua a + 2,8%, e il prezzo medio del gasolio è di 2,13 euro.
Chiedo a Malaguti se non pensi che il malessere delle persone, le loro paure, abbiano più a che fare con le difficoltà che incontrano a curarsi quando si ammalano, a fare la spesa, a pagare l’affitto (per chi ha una casa), a cambiare un elettrodomestico, a trovare posto nell’asilo comunale o risiedano invece nel velo indossato dalla vicina di casa.
A Malaguti, che siede in parlamento tra i banchi della maggioranza, si chiedono, se non risposte, almeno riflessioni articolate e approfondite, che considerino, anziché prescinderne, le conseguenze dei problemi reali, perché, con i luoghi comuni sugli immigrati italiani brava gente e una passeggiata coi cani nessuno starà realmente meglio.
La maggioranza di cui fa parte Malaguti, oltre alla propaganda, ha proposte concrete su come finanziare la sanità pubblica, su come recuperare i 100 miliardi di evasione fiscale annui, su come far crescere economicamente il paese?
Dopo 4 anni di governo di destra, guidato da Fratelli d’Italia, registriamo 21 nuovi reati e 76 ampliamenti a reati esistenti: durante il governo Meloni, il codice penale è stato modificato circa una volta ogni 15 giorni. Ciò nonostante, le persone si sentono sempre più insicure.
Anziché pensare alla sinistra di Berlinguer, Malaguti dovrebbe pensare a come spiegare questo apparente paradosso.
*Delegata ai diritti, pari opportunità e terzo settore per la Segreteria regionale Partito democratico
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