Politica
23 Agosto 2026
Il deputato ferrarese di FdI parla di un conflitto culturale legato alla nuova immigrazione e sostiene che l’integrazione richieda il rispetto prioritario delle leggi italiane

“La sinistra di Berlinguer è morta”: Malaguti punta il dito sull’immigrazione

di Redazione | 2 min

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di Mauro Malaguti*

Ha ragione Marco Rizzo, la sinistra di Berlinguer è morta, quella che difendeva l’emancipazione delle donne, un modello di società aperta e libera, i valori laici della Repubblica non c’è più. Sostituita da un mix di radical chic e centri sociali con tanto fastidio verso gli italiani, ritenuti incapaci di capire le dinamiche del ‘mondo nuovo’.

Quella sinistra che ha combattuto il fascismo perché voleva imporre con la forza le proprie idee, oggi combatte i ‘nuovi fascisti’ perché non condividono le sue idee.

L’immigrazione è un fenomeno antico, masse umane spinte dalla ricerca di migliori condizioni di vita da secoli attraversano la storia dell’uomo.

Anche noi italiani siamo stati immigrati, ma ambivamo ad inserirci e integrarci nelle nuove società in cui andavamo, magari con un poco di nostalgia per la nostra patria.

Quello che la sinistra non vuole vedere è che nella nuova immigrazione è in atto uno scontro di culture, un conflitto millenario che in altri continenti ancora miete vittime innocenti, che si traduce a casa nostra tra chi considera i dettami della propria religione più importanti di ogni altra legge. Nella maggior parte dei casi questo resta tra le loro mura domestiche, nei casi dei più radicalizzati si manifesta anche invadendo le libertà altrui.

Se chi viene oggi a casa nostra non accetta di considerare le nostre leggi e il nostro modello di società prioritario, e persino preferibile ai propri usi e costumi, una vera integrazione non ci sarà mai. E questo è ciò che la sinistra non vuole vedere, sacrificando al nuovo interesse elettorale persino le proprie lotte culturali e la propria storia, e soprattutto anche la tranquillità delle generazioni future.

*Deputato ferrarese di Fratelli d’Italia

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