Portomaggiore
24 Agosto 2026
Il sottosegretario interviene e propone un confronto tra l'atteggiamento di Lepore, sindaco di Bologna, sul caso Fakir e quello di Bernardi, sindaco di Portomaggiore, sul caso in discussione

Balboni: “Nel dibattito su Portomaggiore tutta l’ipocrisia della sinistra”

di Redazione | 3 min

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Il dibattito scaturito dall’ultima vicenda di Portomaggiore mostrerebbe, secondo il senatore e sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, “tutta l’ipocrisia di certa sinistra”.

“Al di là della dinamica dei fatti – scrive Balboni -, che sarà accertata – mi auguro al più presto – dall’Autorità Giudiziaria, resta il fatto inconfutabile che una donna che passeggiava per la pubblica via è finita all’ospedale con una brutta ferita alla tempia provocata da un oggetto contundente”. Quest’ultima parte, il fatto che sia stata provocata da un oggetto contundente, è ancora al vaglio degli inquirenti.

“Non mi interessa – prosegue il sottosegretario – in questa sede indagare la responsabilità penale del presunto autore del fatto, mi interessa invece comprendere per quale motivo da sinistra non sia stata espressa con chiarezza una ferma condanna della violenza subita dalla donna, ma si sia preferito indulgere su eventuali colpe della vittima, su eventuali provocazioni messe in atto dalla stessa, su contrapposte versioni delle parti in causa, come se presunte e tutte da dimostrare parole sbagliate pronunciate dalla vittima potessero giustificare la violenza fisica subita dalla donna. Come se insomma la vittima se la fosse andata a cercare”.

Emblematico per Balboni sarebbe “il silenzio assordante delle femministe”. “Come primo firmatario della legge che ha istituito la Commissione bicamerale per il contrasto alla violenza sulle donne – spiega -, sono molto deluso di questa ennesima prova di doppiopesismo. Proviamo solo a immaginare cosa sarebbe successo se a colpire una donna islamica fosse stato un italiano. Si sarebbe scatenato il putiferio, altro che una pacifica passeggiata di solidarietà come quella organizzata da Fratelli d’Italia”.

La conclusione che dunque propone è che “quando c’è di mezzo uno straniero, in particolare se di religione islamica, la sinistra proprio non ce la fa a prendere le distanze dalla violenza, persino se la violenza è contro una donna, soprattutto se italiana”.

E a riprova di quanto dice propone il confronto, “con le debite proporzioni”, tra “l’atteggiamento del sindaco di Bologna Lepore (Pd) sul caso Fakir rispetto a quello del sindaco di Portomaggiore (Pd) sul caso che ci occupa”.

“Nel primo caso – spiega – il sindaco Lepore (Pd), senza aspettare un secondo, ha addirittura convocato la piazza per invocare ‘giustizia’ dando così per scontato ciò che era ed è ancora tutto da dimostrare, cioè che un reato fosse stato commesso, con tutte le gravi conseguenze di ordine pubblico che come noto da quella piazza sono scaturite. Nel secondo caso il sindaco Bernardi (Pd) invoca prudenza, si appella alle diverse versioni dell’episodio, accusa di fomentare odio chiunque si azzardi a ricordare che nel nostro ordinamento le donne non sono oggetti su cui esercitare violenza a piacimento, come purtroppo è ‘normale’ in altre ‘culture'”.

“La ‘passeggiata’ di Fratelli d’Italia a Portomaggiore – conclude – si è svolta nel massimo rispetto della legge nonostante non siano mancati alcuni provocatori, che sono stati giustamente ignorati. Il comizio in piazza a Bologna convocato dal PD si è concluso con violenti scontri e poliziotti finiti all’ospedale. Eppure per la sinistra chi fomenta l’odio è la destra. Viviamo davvero in una strana epoca”.

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