Portomaggiore
23 Agosto 2026
Il consigliere della lista Anselmo Sindaco interviene dopo la manifestazione di Fratelli d’Italia in via Somalia e contesta la politicizzazione della vicenda: "Un boccone troppo ghiotto per la propaganda razzista"

Portomaggiore, Anselmo: “Il garantismo è stato pattumato con sentenze anticipate”

(Foto di Riccardo Giori)
di Redazione | 3 min

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Portomaggiore. Dopo la manifestazione organizzata venerdì sera da Fratelli d’Italia in via Somalia, a sostegno di Susanna Rimessi, la vicenda dell’alterco del 16 agosto tra la 59enne e il 31enne Hamza Hdya continua ad alimentare lo scontro politico. Sull’episodio interviene Fabio Anselmo, avvocato e consigliere comunale della lista civica Anselmo Sindaco, che concentra la sua critica soprattutto sulla lettura politica data alla vicenda e sulle dichiarazioni della donna, che durante la manifestazione ha affermato: “Certo che sono razzista”.

Anselmo parte proprio da quella frase per contestare quello che definisce “il sunto del messaggio francamente razzista da lei esplicitamente rivendicato”. Secondo il consigliere, infatti, il tema non sarebbe soltanto quello dell’aggressione denunciata dalla donna, ma il modo in cui viene rappresentata la famiglia Hdya: “Quella non era casa loro perchè non sono, a suo dire, italiani. Non avevano diritto di stare lì ma avrebbero dovuto tornare ‘a casa loro’, in Marocco”.

Nel suo intervento, Anselmo sottolinea inoltre che la donna, secondo quanto da lei stessa riferito, sarebbe tornata nei giorni successivi davanti all’abitazione della famiglia. “Questa signora, indomita, è tornata a casa loro il giorno dopo ed ancora quello successivo e poi anche quello seguente”, scrive il consigliere, secondo il quale alla base della vicenda vi sarebbe la convinzione che la famiglia dovesse andarsene “perchè diversi in quanto marocchini”.

Anselmo richiama quindi la storia personale della famiglia Hdya, descritta come composta da lavoratori e studenti e residente in Italia da oltre 25 anni. E cita anche Hamza, che poche settimane fa era stato protagonista di un episodio di segno opposto: “Hdya Hamza, il suo ‘aggressore’, soltanto un mese fa, era salito alle cronache nazionali per aver salvato dall’annegamento due bambini che stavano affogando nel canale Loconovo”. Il 31enne, ricorda Anselmo, “pur non sapendo nuotare, si era gettato in acqua”.

L’avvocato critica quindi il coinvolgimento della politica in una vicenda sulla quale, sottolinea, esistono versioni contrapposte e responsabilità ancora da accertare. La donna ha denunciato di essere stata colpita alla testa e ha riportato una ferita alla regione sopracciliare con quattro punti di sutura e una prognosi di 20 giorni; Hdya, a sua volta, ha querelato la 59enne per percosse e lesioni.

È proprio su questo punto che Anselmo attacca quello che considera un doppio standard nell’atteggiamento politico: “Il fiero garantismo invocato per Santanchè, Delmastro e c. è stato presto pattumato con sentenze anticipate al fine di condizionare carabinieri e procura”. Secondo il consigliere, la vicenda sarebbe diventata “un boccone troppo ghiotto per la propaganda razzista”.

Nel mirino finisce quindi la manifestazione di venerdì sera, organizzata da Fratelli d’Italia con il titolo “No all’islamizzazione”. Alla passeggiata hanno partecipato poco più di una ventina di persone, insieme a diversi esponenti del partito, tra cui il deputato Mauro Malaguti.

“Ecco allora la manifestazione di ieri dove diversi politici sfilano col cane”, scrive Anselmo, definendo la partecipazione “poche sparute persone ma troppe per una democrazia dove il diritto è stato di fatto abolito”.

Durante la manifestazione, del resto, non sono mancate contestazioni da parte di alcuni residenti, che hanno difeso la famiglia Hdya e accusato i rappresentanti di Fratelli d’Italia di aver trasformato una controversia ancora oggetto di indagine in una questione politica e identitaria.

La vicenda, dunque, secondo Anselmo avrebbe ormai assunto una dimensione che va oltre l’episodio originario: “Ma la versione della signora razzista era troppo ghiotta per certa politica”. Una critica che il consigliere chiude con una provocazione: “Viva il razzismo! Ma lasciamo stare la Costituzione per favore che dice tutt’altro”.

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