Politica
24 Agosto 2026
Il segretario dem di Comacchio propone di rilanciare una manifestazione capace di coinvolgere tutto il territorio ferrarese in vista delle elezioni politiche del 2027: "Dobbiamo uscire dalla Ztl politica e mentale e tornare nelle fabbriche, nelle campagne, sulla costa e nei paesi"

Pd, Farinelli: “È il momento di tornare a una vera Festa provinciale dell’Unità”

di Redazione | 3 min

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Una Festa provinciale dell’Unità che coinvolga l’intero territorio ferrarese, da Ferrara a Comacchio, da Cento ad Argenta, da Copparo a Bondeno e Portomaggiore. È la proposta avanzata da Michele Farinelli, segretario del Pd di Comacchio, che invita il partito a ritrovare uno slancio nuovo in vista delle elezioni politiche del 2027.

L’idea nasce anche dalla riflessione sulle grandi Feste dell’Unità del passato e, in particolare, dalla manifestazione nazionale organizzata a Ferrara nel 1985, ricordata da Farinelli a partire da un articolo pubblicato sulla stampa locale. “Quasi due milioni di persone” parteciparono a quella Festa, scrive il segretario dem, sottolineando come non si trattasse soltanto di iscritti o dirigenti, ma di persone che arrivavano per i dibattiti, la musica, il cibo, i libri e gli spettacoli.

Secondo Farinelli, però, l’obiettivo non dovrebbe essere quello di riproporre il passato, ma di utilizzare quell’esperienza come punto di partenza per costruire una nuova iniziativa. Una Festa “provinciale” intesa come appuntamento costruito dall’intero territorio e non soltanto dalla città capoluogo.

“Ferrara è fondamentale, ma Ferrara insieme a tutto il territorio provinciale è ancora più forte”, sostiene, richiamando la necessità di rafforzare il legame tra realtà differenti, dalla costa alle campagne, dai Comuni alle frazioni. Una necessità che, secondo il segretario del Pd di Comacchio, nasce anche dalla situazione politica del Ferrarese, diventato negli ultimi anni “sempre più destrorso”.

Da qui le domande che Farinelli invita il Partito democratico a porsi: perché tanti lavoratori non considerano più il Pd il loro partito? Perché molti giovani non conoscono l’attività del partito? E perché una parte degli elettori che in passato votava a sinistra oggi sceglie di non andare alle urne?

La risposta, secondo Farinelli, passa dalla capacità di tornare a incontrare le persone nei luoghi in cui vivono e lavorano. “Dobbiamo uscire dalla ZTL”, scrive, chiarendo che non si riferisce alle telecamere ma a una “ZTL politica e mentale”. L’invito è quindi a tornare nelle fabbriche, nelle campagne, nei paesi e sulla costa, entrando in contatto con chi lavora, fa impresa, studia, affronta il costo della vita o aspetta una visita sanitaria.

La Festa provinciale, nelle intenzioni del segretario dem, dovrebbe essere anche uno spazio aperto alle nuove generazioni e a chi oggi non si riconosce nel Pd. Un appuntamento con volontari, musica, associazioni, sindacati, imprese, giovani e anziani, ma soprattutto con chi non vota il partito.

“Andiamo da chi ci dice: ‘Io voi non vi voto più’ – propone Farinelli – e invece di spiegargli perché sbaglia, chiediamogli: ‘Perché?'”. Un invito ad ascoltare prima di tutto le ragioni del distacco e a trasformare la Festa in un’occasione di confronto con una parte più ampia della società.

La proposta guarda dunque anche al rinnovamento interno del partito, con l’invito a valorizzare chi già ricopre responsabilità ma, allo stesso tempo, ad aprire spazio a nuove figure, anche provenienti dai piccoli circoli e dalle realtà amministrative locali.

“Un partito che ha paura delle persone nuove condanna il proprio futuro”, scrive Farinelli, indicando nella capacità di coinvolgere territori e generazioni diverse uno degli elementi necessari per rilanciare la presenza del Pd nel Ferrarese.

L’appello finale torna così al significato stesso della Festa dell’Unità: “Se si chiama ancora Festa dell’Unità, forse quella parola — Unità — qualcosa da insegnarci ce l’ha ancora”.

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