Portomaggiore
21 Agosto 2026
Riproponiamo l'intervento del sindaco di Portomaggiore, letto durante il Consiglio comunale del 20 agosto e riguardante i fatti avvenuti nei giorni scorsi in via Somalia

Sui fatti di via Somalia. Bernardi: “In gioco la pace sociale e la convivenza civile in questo paese”

di Redazione | 4 min

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Riproponiamo di seguito l’intervento di Dario Bernardi, sindaco di Portomaggiore, letto durante il Consiglio comunale del 20 agosto e riguardante i fatti avvenuti nei giorni scorsi in via Somalia di cui abbiamo parlato qui e qui.

Intervengo in qualità di responsabile dell’ordine pubblico di questo paese oltre che come sindaco e rappresentante di questa comunità che mi sta a cuore più di qualsiasi altra cosa anche se qualcuno strumentalmente sta provando a far passare il contrario

Innanzitutto premetto a scanso di ogni equivoco, che ogni forma di violenza, fosse anche di reazione, va condannata senza se e senza ma. Punto!

Non c’è cittadinanza o colore politico o della pelle che possa modificare questa mia convinzione.

Mi sono coordinato e sentito in questi giorni con i Carabinieri che stanno svolgendo le indagini del caso, che quindi sono in corso.

Su quei fatti, ci sono almeno due cose che sono irricevibili e su questo non posso tacere. La prima e più importante: a partire da quella colluttazione, usando solo i titoli di alcuni media (che sono via via più giganteschi e inverosimili in queste ore), facendo propria una ricostruzione quantomeno molto incompleta e parziale, è stata costruita da alcuni una propaganda che infiamma lo scontro culturale e religioso, e incendia una comunità e il suo vivere comune, cose che mi premono e vengono prima di qualsiasi altra.

Risponderò personalmente ad esempio al Sindaco collega e onorevole Davide Bergamini e divulgherò cosa gli ho scritto, per segnare una differenza politica e istituzionale alla quale tengo particolarmente.

A questa data ci sono numerosi elementi emersi nelle ore e nei giorni successivi tali per cui il collegamento di quell’episodio a qualunque motivazione di scontro culturale o religioso risulta via via sempre più debole e privo di fondamento.

Allora mi chiedo, in questa incertezza sui fatti e a indagini in corso, come molti media hanno riportato correttamente, quale sia il senso di affidarsi in toto alle conclusioni del tribunale di facebook, che emette le sue sentenze dopo poche ore, e ha come unico scopo quello di minare alle fondamenta il nostro vivere comune basato sulla costituzione.

La seconda cosa irricevibile è che qualcuno, arrivi ad assegnare a me come sindaco o all’amministrazione la responsabilità personale della deprecabile colluttazione che è avvenuta, che ripeto condanno, con toni, espressioni di odio gratuite e irripetibili.

Dei giudizi sulla mia persona non mi interessa nulla, ormai siamo abituati, ma siamo arrivati a un punto assurdo: il Sindaco non può essere il capro espiatorio di tutto, anche di un fatto di cronaca, a meno che, come poi si è rivelato, non ci sia dietro un preciso disegno politico.
Lo accetto, è la democrazia: ma fino ad un certo limite.

Abbiamo sempre discusso i problemi relativi all’immigrazione in quest’aula, nessuno di noi, me in primis, li ha negati, e sono sempre stati affrontati. Caporalato, sfruttamento lavorativo, degrado, sicurezza edilizia, problemi di vicinato, svalutazione delle proprietà immobiliari e non da ultimo problemi di integrazione e convivenza che nessuno ha mai negato. Ci sono ormai ore di discussione agli atti e di provvedimenti e misure prese. Se necessario continueremo a discutere.

Faccio però da qui un appello e metto in guardia tutte le persone perbene di questo paese, che la pensino come me o meno, sulla necessità di respingere categoricamente la possibilità che da titoli o da una ricostruzione incompleta e parziale di un fatto di cronaca si sviluppi una narrazione che incendia lo scontro culturale e religioso o peggio istighi all’odio.

Questo è semplicemente pericoloso e ne va dell’ordine pubblico. E dell’ordine pubblico sono responsabili le forze dell’ordine che devono garantirlo, e che ringrazio, ma anche il sottoscritto, e quindi lo dico senza tema di smentita: convocare una manifestazione con lo scopo di alzare la tensione sui temi culturali e religiosi, parlando di islamizzazione, a partire da un episodio che con questi temi con ogni probabilità non ha nulla a che fare, è assurdo e controproducente. L’ordine pubblico e la pace sociale valgono più di qualche voto.

Ed è oltretutto politicamente assurdo perchè a convocarla è una forza di governo che governa con ampia maggioranza la nazione da 4 anni e dunque ha avuto tutti i modi per incidere sulle politiche di sicurezza e di immigrazione, e su questo ha precise responsabilità; così come è certo che il Sindaco non è titolato ad emettere leggi sul rapporto tra lo stato e le religioni professate in questo stato, ma chi governa può, se lo desidera, cambiarle, financo alla revisione costituzionale.

Pensatela come volete su tutti i temi relativi all’immigrazione, ma qui non è in gioco un Sindaco o una amministrazione, l’ho detto più volte: i Sindaci e le amministrazioni passano, lo ripeto, e come sono state democratiche le scorse elezioni lo saranno le prossime.

Qui è in gioco la pace sociale e la convivenza civile in questo paese. Invito al rispetto delle indagini, alla prudenza, e soprattutto al rispetto e amore della verità dei fatti, che non è negoziabile.

Non è una opzione, è una necessità che chiunque ha ruoli istituzionali deve avere e solo da questa possiamo fare analisi politiche che abbiano senso. Diversamente finiremo molto molto male perchè scherziamo col fuoco.

Dario Bernardi

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