Comacchio
9 Agosto 2026
Simone Sciarretta, ventenne ferrarese, ha scelto di tuffarsi perché con il mezzo di salvataggio sarebbe arrivato troppo tardi. A settembre entrerà nell'Esercito: "Ho sempre voluto aiutare gli altri"

Madre e figlia rischiano di annegare, il bagnino attraversa Logonovo a nuoto per salvarle

di Elena Coatti | 3 min

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Ha visto il collega correre sulla spiaggia e non ha avuto bisogno di sapere altro. Niente mezzo di salvataggio, sarebbe stato troppo lento. Si è tuffato e ha attraversato a nuoto il canale di Logonovo, nonostante il mare agitato, le correnti e un tratto tutt’altro che semplice da affrontare anche per un nuotatore esperto.

È uno dei passaggi decisivi del salvataggio di madre e figlia che nel pomeriggio di ieri – sabato 8 agosto – hanno rischiato di annegare davanti alla spiaggia libera tra Lido degli Estensi e Lido di Spina.

A raccontare quei minuti è uno dei bagnini intervenuti, Simone Sciarretta: ventenne ferrarese, classe 2006, che intorno alle 14 si trovava alla torretta numero 1 di Spina.

“Ho visto il mio collega Moreno, dalla parte degli Estensi, iniziare a correre verso il canale – ci racconta -. Ho cominciato a correre anche io e quando ho visto le persone in difficoltà in acqua ho lasciato tutto a terra e mi sono tuffato”.

La decisione coraggiosa è stata quella di raggiungere l’altra parte direttamente a nuoto. “Se avessi preso il mezzo di salvataggio ci avrei messo troppo tempo”.

Pochi secondi che, davanti a due persone in difficoltà in mare, possono fare la differenza, E attraversa Logonovo a nuoto quel pomeriggio non era affatto una passeggiata. La bandiera era rossa, il mare molto agiato e proprio nei pressi del canale l’incontro di correnti differenti può rendere l’acqua particolarmente insidiosa.

Sciarretta ha così attraversato il canale affidandosi alle proprie capacità natatorie mentre altri bagnanti, nel frattempo, stavano contribuendo al recupero delle due donne utilizzando dei sup.

Quando ha raggiunto la riva, la scena che si è trovato davanti era critica.

“Moreno aveva già iniziato la rianimazione sulla giovane figlia. Io ho controllato la madre: aveva un respiro molto debole e ho cominciato subito con le manovre di rianimazione”.

Da quel momento il salvataggio in acqua si è trasformato in una corsa per rianimare le due donne sulla spiaggia. Sono quindi arrivati i sanitari con ambulanza ed elisoccorso da Bologna che hanno proseguito le procedure di emergenza anche con defibrillatore e ossigeno.

Sciarretta ha continuato ad affiancarli. “Ho fatto due cicli di compressioni e poi la madre ha iniziato a respirare”.

Le operazioni di soccorso sono andate avanti a lungo, per circa un’ora, prima che le due donne potessero essere trasferite in ospedale. “Ho aiutato a caricare la madre, la figlia era quella che appariva ancora nelle condizioni più critiche”.

Il racconto di Sciarretta permette anche di capire quanto il punto in cui è avvenuto il salvataggio possa diventare insidioso. “Anche vicino a riva bisogna stare molto attenti se non si hanno buone capacità natatorie – spiega -. Il fondale scende, c’è una fossa e si va giù rapidamente. Oggi (ieri, sabato 8 agosto, ndr) poi la corrente tirava verso il canale”.

Condizioni che rendono impegnativo il tratto di Logonovo anche per chi è allenato. Da qui anche l’appello del giovane bagnino: “Bisogna rispettare i divieti. Quando un bagnino fischia non lo fa per dare fastidio: lo fa perché conosce i rischi che si stanno correndo”.

Per Sciarretta è la prima stagione sul litorale ferrarese, dopo una precedente esperienza in Toscana. Ferrarese, diplomato all’istituto alberghiero Orio Vergani, racconta di aver preso il brevetto appena ne ha avuto la possibilità, spinto da una predisposizione che va oltre il lavoro estivo.

“Ho sempre avuto la dedizione ad aiutare il prossimo e a dare supporto agli altri”. E così, a settembre cambierà uniforme: entrerà nell’Esercito.

Dal salvataggio sulla spiaggia alla nuova esperienza che lo attende, il filo conduttore, per lui, resta lo stesso: mettersi a disposizione degli altri. E quanto accaduto sabato a Logonovo è diventato forse la dimostrazione più concreta di quella vocazione.

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