Attualità
26 Settembre 2026
L'associazione degli sfollati: "La nostra città ha perso un quartiere". E denuncia l'assenza di un progetto per il recupero delle tre torri

Grattacielo, nove mesi dopo il “tradimento”

di Redazione | 3 min

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“Dopo 9 mesi le carcasse vuote delle tre torri guardano dall’alto la città che le ha tradite”. È con questa immagine che Torri Abc Cittadini del Mondo torna sulla situazione degli sfollati del grattacielo di Ferrara, a nove mesi dallo sgombero seguito all’incendio del 12 gennaio.

A denunciare la situazione è Torri Abc Cittadini del Mondo, che punta l’attenzione sulle difficoltà degli sfollati, in particolare delle persone di origine straniera, e sulla mancata assegnazione degli appartamenti comunali (Acer) che, secondo l’intervento, sarebbero già pronti.

“Quello che il Comune di Ferrara chiama ‘questione privata’, lasciando così spazio a progetti speculativi, è una tragedia che colpisce tutte le persone sfollate, chi proviene da altri Paesi, però, è ancora più colpito perché non può contare su una vasta rete di supporto”, scrive l’associazione.

Una situazione che, secondo Torri Abc Cittadini del Mondo, costringe molte famiglie a sostenere ancora le spese legate alle abitazioni evacuate, tra mutui, imposte e bollette, nonostante non possano più viverci. “Dopo 9 mesi lavoratori e lavoratrici e intere famiglie sono alloggiati temporaneamente presso amici, o in dormitori di beneficenza, o semplicemente in macchina o per strada”.

L’intervento denuncia anche la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale, che avrebbe lasciato le persone sfollate senza prospettive di rientro. “A queste persone, i cui progetti di vita sono stati mandati in frantumi, sembra che lo sgombero sia utilizzato dal Comune, attraverso le barriere burocratiche dell’indifferenza, come pretesto per allontanarle”.

Alcune persone, prosegue l’associazione, sono già tornate nei Paesi di origine, mentre altre cercano di restare vicino al posto di lavoro. “Molte guardano al diverso destino degli sfollati di altre città. Perché il nostro sindaco non si è preoccupato per noi?”, si legge nel documento.

Tra le questioni sollevate c’è quella degli alloggi comunali gestiti da Acer. “Dopo 9 mesi gli appartamenti del Comune (Acer), che risultano pronti, non sono ancora stati assegnati, nemmeno alle famiglie ‘fragili’ ospitate a pagamento in strutture private”, afferma Torri Abc Cittadini del Mondo.

L’associazione contesta inoltre l’assenza di un progetto per il recupero delle tre torri e il ritorno degli abitanti negli appartamenti. “Dopo 9 mesi non esiste nessun piano né progetto di ripristino dello stabile per permettere il ritorno degli sfollati nei propri appartamenti, solo chiacchiere speculative, furti e degrado”.

Nel ricostruire la storia del complesso, l’intervento ricorda che nelle tre torri vivevano circa 800 persone, distribuite in 185 appartamenti, più della metà delle quali di origine straniera e provenienti da 27 Paesi. Un quartiere multiculturale, con bambini che frequentavano le scuole e giocavano nel parco sottostante.

“Tutto è finito il 12 gennaio scorso quando un modesto incendio nel vano contatori della torre A, ha fatto scattare lo sgombero”, ricorda l’associazione, che conclude: “La nostra città ha perso un quartiere, qualcuno la chiama remigrazione e ci costruisce la campagna elettorale”.

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