Eventi e cultura
8 Agosto 2026
Sottratta al destino dell’attesa e della tela, la figura omerica diventa simbolo di autodeterminazione nell’installazione visitabile fino al 21 settembre a 7MQ

Il giogo a terra, la tela alla libertà: la nuova Penelope di Giorgio Cattani

di Redazione | 2 min

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Nello spazio espositivo 7MQ di Via Garibaldi 22 a Ferrara è visibile Penelope, installazione di Giorgio Cattani dedicata a una rilettura contemporanea della figura omerica, sottratta all’immagine tradizionale della donna consegnata all’attesa e all’incessante gesto del tessere e disfare la tela.

La Penelope di Cattani interrompe la ripetizione. Il giogo, deposto a terra, perde la propria funzione coercitiva e diviene la traccia concreta di un vincolo ormai superato. Anche la tela cessa di rappresentare un destino assegnato: non più obbligo, attesa o rinuncia, ma trama finalmente ricondotta alla libertà di chi la costruisce.

Attraverso un’installazione di radicale semplicità, Cattani affida a pochi elementi una profonda densità simbolica. La scelta dell’essenzialità non riduce il significato dell’opera, ma lo concentra. Ogni presenza assume un valore preciso, mentre il vuoto diviene parte attiva dell’intervento: non assenza, ma spazio di emancipazione, apertura e possibilità.

La natura accompagna questa trasformazione come immagine e principio generativo. La figura femminile emerge forte e sensibile, fertile e rigogliosa, luminosa e insieme misteriosa. Sicura e inaccessibile come un bosco impenetrabile, custodisce una profondità che non si offre passivamente allo sguardo e non accetta di essere definita dalle aspettative altrui.

Penelope non è dunque una semplice trasposizione del mito, ma una sua riscrittura critica. Cattani ne modifica l’orizzonte simbolico, sostituendo all’attesa la presenza, alla costrizione l’autodeterminazione, alla trama imposta la possibilità di costruire liberamente la propria storia.

La dimensione raccolta di 7MQ amplifica l’intensità dell’opera. La sobrietà dell’allestimento trasforma lo spazio espositivo in un dispositivo percettivo unitario, nel quale lo spettatore è chiamato a confrontarsi direttamente con i segni, le assenze e le tensioni dell’installazione.

La Penelope di Cattani non attende più il ritorno di qualcuno e non costruisce la propria identità attraverso l’assenza dell’altro. È presenza autonoma, artefice del proprio tempo e della propria trama.

L’installazione è visibile fino al 21 settembre presso 7MQ, in Via Garibaldi 22 a Ferrara.

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