Eventi e cultura
3 Ottobre 2026
La mostra diffusa resterà aperta fino al 10 gennaio 2027

A Ferrara la fotografia rompe i confini: inaugurata “Cesure. Lines of Fracture”

di Redazione | 4 min

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Conflitti, migrazioni, marginalità, crisi ambientali e trasformazioni sociali. Sono le fratture del presente che la fotografia del collettivo Cesura porta dentro i luoghi della memoria di Ferrara con Cesure. Lines of Fracture, la mostra diffusa inaugurata venerdì 2 ottobre al Museo Archeologico Nazionale in occasione del festival di Internazionale.

Il progetto, curato da Nicola Patruno e Luca Santese, con il coordinamento scientifico e organizzativo di Marcello Toffanello, direttore della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, mette per la prima volta in relazione le quattro sedi dei Musei nazionali di Ferrara: Palazzo Costabili, sede del Museo Archeologico, Palazzo dei Diamanti con la Pinacoteca, Casa Romei e Casa Minerbi – Dal Sale. A queste si aggiungono installazioni nello spazio pubblico e attività nei quartieri cittadini.

“State per vedere una mostra molto intrigante, interessante e stimolante”, ha sottolineato Giorgio Cozzolino, direttore dei Musei Nazionali di Ferrara, evidenziando la natura delle opere esposte. “Sono al tempo stesso potenti e delicate: potenti nell’evidenziare e mettere a fuoco le contraddizioni di ieri che purtroppo permangono anche nell’oggi, delicate perché gli artisti hanno saputo, attraverso uno studio approfondito delle nostre collezioni, entrare in modo colto e raffinato in un rapporto dialettico con le opere delle collezioni permanenti”.

Il filo conduttore è la periferia, intesa non soltanto come luogo fisico, ma come punto di osservazione sulla contemporaneità. Le immagini provenienti dall’archivio di Cesura entrano così in dialogo con collezioni e architetture storiche, creando accostamenti tra epoche e linguaggi apparentemente lontani. Il progetto nasce infatti dall’idea di superare i confini abituali della fotografia e dello spazio museale. “La fotografia a Cesura, avendo questa natura ibrida, prova a uscire da quelli che sono i circuiti della fotografia”, ha spiegato Luca Santese, fotografo e curatore del progetto. “La nostra esperienza è stata estremamente intensa e abbiamo appreso noi stessi oltre ogni aspettativa. Portare questa esperienza nella mostra ci permette di dimostrare una fotografia che esce dal suo mondo abituale e prova ancora una volta a smarginare”. Un dialogo che, secondo Santese, non si limita al rapporto tra fotografie e opere delle collezioni. “La dialettica avviene tra opere d’arte e fotografie, ma attraverso questa dialettica si apre una nuova relazione verso di noi, verso il pubblico”. A questa dimensione si aggiunge quella partecipativa. “Abbiamo provato a declinare questo approccio anche dal punto di vista educativo”, ha spiegato Santese, riferendosi ai workshop organizzati con le associazioni Viale K e Cittadini del Mondo. I laboratori, realizzati nelle sedi delle due associazioni e condotti da alcuni fotografi di Cesura, sono rivolti agli associati ma aperti a tutta la cittadinanza.

Tra le immagini esposte ci sono il ritratto di una persona nei territori de-occupati dell’Ucraina, migranti appena soccorsi durante una traversata in mare e un uomo immerso nel fumo durante la March of Return a Gaza nel 2018. Fotografie che portano all’interno degli spazi museali alcune delle principali questioni del presente, mettendole in relazione con il patrimonio storico che le circonda. Sono sette gli autori di Cesura coinvolti nel progetto: Arianna Arcara, Francesco Bellina, Maria Elisa Ferraris, Angelo Leonardo, Gabriele Micalizzi, Marco P. Valli e Luca Santese. I loro lavori attraversano reportage, fotografia documentaria e ricerca artistica, costruendo uno sguardo plurale su confini, migrazioni, guerra, identità, paesaggio e marginalità. La struttura della mostra prende ispirazione dall’Atlas Mnemosyne di Aby Warburg. “Le opere non vengono semplicemente ordinate secondo una sequenza cronologica”, spiegano Patruno e Santese, “ma vengono messe in relazione attraverso accostamenti, analogie, contrasti e richiami visivi”. Un metodo che trasforma le sale dei musei in uno spazio di confronto tra immagini e tempi diversi.

La mostra è stata selezionata e finanziata dal Ministero della Cultura nell’ambito dell’avviso pubblico Il Museo rigenera – ed. Fotografia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, con il sostegno e la collaborazione di Assicoop Modena Ferrara e rappresenta uno dei primi grandi progetti dei neoistituiti Musei nazionali di Ferrara.

L’esposizione si estende anche fuori dalle sedi museali, con installazioni fotografiche e workshop nei quartieri cittadini. Una scelta che porta il progetto nello spazio urbano e rafforza l’idea del museo come luogo non soltanto deputato alla conservazione del passato, ma capace di confrontarsi con il presente e con le comunità. Tra le novità dell’esposizione c’è inoltre l’apertura regolare di Casa Minerbi – Dal Sale, che potrà essere visitata gratuitamente ogni sabato dal 10 ottobre al 9 gennaio, dalle 9.30 alle 12.30, con prenotazione consigliata per i gruppi. Nel weekend inaugurale, dal 2 al 4 ottobre, sarà aperta dalle 14 alle 17. Anche Casa Romei, attualmente interessata da lavori di restauro e rinnovamento, partecipa alla mostra con fotografie dedicate ai conflitti in Ucraina e a Gaza, collocate sulla facciata e nel cortile principale.

Cesure. Lines of Fracture resterà aperta fino al 10 gennaio 2027, trasformando per alcuni mesi i musei ferraresi in un sistema di connessioni tra patrimonio storico, fotografia contemporanea e spazio urbano. Un percorso nel quale la fotografia non si limita a occupare gli spazi del museo, ma li mette in discussione, li attraversa e li apre alla città.

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